Italia, UBS: “politica complessa, ma rischi diminuiti”

13 Luglio 2017, di Daniele Chicca

L’intesa per liquidare e mettere in salvo le banche venete e MPS anche se è costata caro al governo, ha ridotto i potenziali rischi paese per l’Italia. Lo stesso vale per le incertezze legate al futuro politico: le elezioni non sono state anticipate e si terranno probabilmente nella primavera del 2018 e i movimenti anti europeisti, in particolare il MoVimento 5 Stelle, hanno ammorbino – pare – le loro posizioni nei confronti dell’euro.

È il parere espresso dal Chief Investment Office di Wealth Management presso UBS in un report dedicato alla terza potenza economica dell’Area Euro.

“I quattro principali partiti politici italiani non sono riusciti a raggiungere un accordo per la riforma della legge elettorale in chiave proporzionale: le trattative riprenderanno a settembre. Di conseguenza, le elezioni in Italia si terranno solamente l’anno prossimo”, una buona notizia in chiave investimenti.

Allo stesso tempo, le forze anti-euro hanno smussato la loro retorica sulla moneta unica. Di uguale importanza è il raggiungimento dell’accordo sulla tanto attesa ristrutturazione delle 3 banche in difficoltà: MPS, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

Sul piano prettamente finanziario, invece, “nelle ultime settimane i mercati si sono resi conto dei ridotti rischi sistemici in Italia e di conseguenza i titoli bancari hanno registrato performance positive. Lo spread sovrano italiano è calato sia rispetto ai Bund tedeschi (-35bps a 175bps) che ai titoli di stato spagnoli (-13bps a 60bps). Riteniamo che gli asset italiani continueranno a essere sensibili agli sviluppi politici, spostando potenzialmente il focus del mercato dalla ripresa economica”.

Oltre ai problemi politici e alle ripercussioni sui mercati finanziari, gli analisti della banca svizzera si sono anche concentrati sulle conferenze stampa della Bce di luglio e settembre, sulla discussione Parlamentare sulla legge elettorale che inizia a settembre, sulle elezioni tedesche e sul Governing Council della Bce, anch’esso a settembre.