Italia strozzata, e le banche latitano dopo essersi impinguate

23 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Brutti dati in arrivo dalla Abi, che fanno sorgere più di un interrogativo. Stando ai numeri diffusi dall’Associazione bancaria italiana, contenuti nel suo Outlook mensile, nel mese di febbrario le banche italiane hanno erogato prestiti a famiglie e imprese a un ritmo di crescita inferiore all’1%, per la prima volta dall’aprile del 2010, ovvero in quasi due anni.

Di fatto, l’ammontare totale è stato di 1.508 miliardi di euro, in rialzo dello 0,96% su base annua (e dell’1,88% su base mensile). Il dato disaggregato e’ relativo a fine gennaio e mostra un rallentamento dei finanziamenti sia per le imprese (+1%) che per le famiglie (+3,2%).

La domanda che sorge è la seguente: in che modo le banche stanno utilizzando i prestiti corposi che hanno ricevuto dalla Bce? Certo, il dato è precedente alla maxi operazione di LTRO di fine febbraio, quando gli istituti di credito italiani, partecipando all’asta, avevano raccolto 139 miliardi euro. Ma quella di fine febbraio è stata la seconda operazione di maxi finanziamento alle banche, dopo quella effettuata a dicembre, sempre attraverso prestiti a scadenza triennale e con un tasso fisso dell’1%.

E entrambe le operazioni LTRO della Bce avevano un chiaro scopo: erogare prestiti a famiglie e imprese, sostenere insomma i fondamentali dell’economia, farla ripartire in un momento delicato che soprattutto l’Italia, nel bel mezzo di una recessione tecnica, sta attraversando. E invece arrivano chiari i numeri dell’Abi, che confermano come invece il paese versi in una vera e propria condizione di credit crunch.

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