Italia: spread ai massimi dal 4 ottobre

18 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano (Reuters) – Nelle prime battute della seduta odierna il differenziale di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi a dieci anni si allarga a 384 punti base dai 371 punti base della chiusura di ieri. Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni sale così ai massimi dallo scorso 4 ottobre.

In salita il rendimento del Btp 10 anni, che in avvio tratta al 5,84 dal 5,80% della chiusura di ieri. Aumenta anche la pressione sulla carta belga, con il divario di rendimento tra titoli di stato belgi e tedeschi a 10 anni salito a 245 punti base, il livello più alto da almeno 5 anni, secondo dati Reuters.

Analogamente il differenziale di rendimento tra titoli di stato spagnoli e governativi tedeschi a dieci anni è salito a 333 punti base, in allargamento di 11 punti base rispetto alla chiusura di ieri.

A pesare sui titoli di Stato della periferia dell’area euro l’affievolimento delle speranze che i leader europei possano raggiungere a breve un accordo per risolvere in maniera definitiva la crisi debitoria che sta attraversando la regione.

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Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un calo dei tassi di mercato tedeschi e swap sulla scia dell’aumentata avversione al rischio, causata dalle parole del portavoce della cancelliera tedesca Merkel e del ministro delle finanze tedesco che hanno dichiarato di non attendersi una soluzione definitiva per la crisi già dall’incontro dei leader europei della prossima domenica.

Gli spread dei titoli periferici vs Germania si sono prontamente allargati con quello dell’Italia salito oltre i 370pb sul tratto decennale. L’allargamento ha però incluso anche altri importanti paesi. E’ stato registrato il nuovo record per lo spread francese vs Germania sul tratto a 10 anni che ha raggiunto i 100pb.

Ieri Moody’s ha dichiarato che metterà sotto osservazione l’outlook stabile sul rating AAA del debito francese nei prossimi 3 mesi, aggiungendo che il governo francese ha ora minori margini di manovra rispetto al 2008. La tenuta del rating massimo da parte della seconda economia dell’area è importante per la tenuta anche del rating massimo del fondo Efsf.

Questa mattina il ministro delle finanze francese Baroin ha dichiarato che “la Francia farà tutto il possibile per mantenere la AAA”.

La Bce ieri ha comunicato di avere acquistato 2,2Mld€ di bond governativi con valuta la scorsa settimana, l’ammontare minimo da quando ha ripreso il piano di acquisto ad agosto.

L’agenzia di rating Moody’s ha dichiarato che, sebbene le banche centrali europee abbiano “una capacità molto elevata” di supportare le banche ed il debito dell’area, gli interventi sul mercato del debito probabilmente resteranno limitati a meno che “la minaccia di rischi sistemici non acceleri ulteriormente”.

Il membro Bce tedesco Stark ieri ha dichiarato che nel medio termine non sono presenti rischi sulla stabilità dei prezzi.

Il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha dichiarato che domenica potrebbe essere discussa la proposta di Sarkozy sulla nomina di un commissario speciale EU che abbia il compito di assicurare che i paesi dell’area si attengano alle regole sulla spesa e sui deficit di bilancio.

Infine il governo portoghese prevede che l’economia si contrarrà più del previsto nel 2012 (2,8% vs precedenti stime di 2,2/2,3). Per il 2011 il Pil è atteso calare dell’1,9%.

Negli Usa tassi di mercato in calo soprattutto sulla parte a lungo termine sulla scia di listini azionari in negativo, penalizzati soprattutto dal comparto materie prime e da quello finanziario. Le prima citate dichiarazioni tedesche che hanno raffreddato le attese sul possibile esito dell’incontro dei leader europei della prossima domenica, hanno pesato anche sulle borse Usa.

Il flusso di trimestrali di ieri non ha apportato notizie in controtendenza, ivi inclusi i dati di Ibm che nell’after hour ha perso oltre il 3%.

Nel frattempo questa mattina il Wsj on line ha pubblicato la notizia di negoziati incorso per arrivare ad un accordo con le principali 5 banche del paese attive nel settore dei mutui, al fine di agevolare il processo di rifinanziamento, consentendo ai mutuatari di beneficare degli attuali bassi tassi a lungo termine sui mutui. Un piano analogo è in corso di discussione da parte dell’amministrazione Obama al fine di coinvolgere i due colossi dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac.

L’attenzione si posta sul discorso che terrà questa sera Bernanke sul tema dell’impatto sulla politica monetaria derivante dalla crisi degli ultimi anni, definita “Great Recession”.

Valute: euro in marcato deprezzamento sulla scia della debolezza che ha interessato i listini azionari. Le dichiarazioni di fonte governativa tedesca hanno infatti ridimensionato le aspettativa degli operatori e spinto ad alcune prese di profitto. Il cross si trova ora in prossimità del supporto in area 1,37. Un’eventuale rottura di tale livello potrebbe spingere il cross fino ad area 1,35 nei prossimi giorni. L’euro si è deprezzato anche nei confronti dello yen. Per oggi resistenza a 107,70 e supporto a 104,80. Dollaro yen ancora all’interno della fascia 77,50 e 76,30. Yuan in deprezzamento vs dollaro dopo che il Pil cinese del terzo trimestre è cresciuto meno delle attese, al ritmo minore da 2 anni (9,1% a/a).

Materie Prime: ieri giornata di ribassi generalizzati, in linea con l’andamento delle borse; poche le eccezioni, tra queste il grano del Kansas (+1%) e il nickel (+0,5%). Cali maggiori per benzina (-2,9%) e caffè (-2,3%), perdono forza anche Wti e Brent (quest’ultimo di nuovo sotto i 110$/b). Giornata volatile per l’oro che ha sfiorato i 1.700 $/oncia prima di ritracciare; stamani si attesta sui 1.660$/oncia.

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