“Italia segua il modello tedesco”

6 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – All’Italia – visto che non esiste alcuna prospettiva su qualsiasi forma di mutualizzazione dei debiti – rimane una sola cosa da fare, se vuole tornare a crescere: “la sua economia deve diventare come quella tedesca”. E’ la ricetta che Wolfgang Munchau propone in un editoriale pubblicato sul Financial Times.

Il giornalista mette contestualmente in evidenza tutto il suo scetticismo sulla possibilità che il paese possa riuscire nell’impresa.

“Dubito che ciò sia possibile, ma questa è la scelta successiva a quanto il governo ha fatto, ed è la scelta che determinerebbe l’agenda di riforme”.

Munchau continua. “L’Italia deve risolvere i problemi del suo sistema bancario per porre fine al problema del credit crunch. Se l’obiettivo è quello di diventare come la Germania, deve anche ridurre i costi netti del lavoro, portandoli al valore di quelli tedeschi, e per questo lo strumento più efficace è tagliare le tasse sulle imprese. Un taglio delle tasse dell’1-2% del Pil dovrebbe però essere completamente compensato dai tagli nella spesa pubblica o con un aumento di altre tasse”.

Le stime sul futuro dell’Italia e sul suo debito rimangono molto caute. Per il giornalista dell’Ft, la produzione industriale dell’Italia si stabilizzerà quest’anno, ma non ci sarà alcuna ripresa in modo sostenuto. Di conseguenza, non si potrà contare sulla crescita del Pil nominale per abbassare l’elevato livello del debito.

L’unica strategia è quella presentata nel “fiscal compact dell’Eurozona, con cui l’Italia ha deciso di ripagare il debito per un ammontare equivalente al 70% del Pil nell’arco dei prossimi 20 anni”.

Tale obiettivo richiede che il surplus fiscale primario – ovvero il surplus al lordo del pagamento degli interessi sul debito – raggiunga livelli senza precedenti, mai testati finora nella storia.

Inoltre, “anche coloro che auspicano maggiori riforme economiche, come l’economista italiano Francesco Giavazzi, ritengono che l’adozione di riforme strutturali potrebbe richiedere un periodo in cui il deficit superi il tetto ufficiale fissato (quello del 3%)”.

L’Italia, per Munchau, rappresenta uno dei fattori dell’Eurozona da monitorare attentamente nel 2014. In un contesto in cui “la crisi non è ancora finita”.