Italia, S&P avverte: riforme e crescita se vuole riconquistare la A

2 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Sembrano lontani i tempi in cui l’agenzia Standard & Poor’s riduceva il rating di 24 banche italiane e declassava il giudizio sul debito sovrano del paese a BBB+, a due passi dalla spazzatura.

Ora l’agenzia apre uno spiraglio alla promozione dell’Italia, sottolineando che “il rating sovrano può intraprendere il percorso necessario per tornare alla categoria A”. Ma lo fara’ solo se andra’ nella giusta direzione per quanto riguarda l’andamento del debito, della crescita e delle riforme.

Lo ha detto il managing director Myriam Fernandez de Heredia, responsabile S&P’s per i rating sovrani Emea, in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’.

“Il primo passo per l’Italia sara’ riportare l’outlook da negativo a stabile. E questo dipendera’ dal debito, della crescita e dall’impatto economico delle riforme varate dal governo Monti sull’andamento economico” ha affermato Fernandez de Heredia.

“Se l’Italia andra’ nella direzione giusta prenderemo questo primo passo”, ha aggiunto Heredia specificando come il calo dei rendimenti sui titoli di Stato da solo non sia sufficiente a produrre questo risultato. E’ importante, invece, che le riforme abbiano “un impatto duraturo sulla crescita” ha aggiunto Heredia.

Lo scorso 21 gennaio Standard & Poor’s ha ridotto il rating sovrano dell’Italia di 2 notch a BBB+. Nel declassare nove dei diciassette paesi del blocco dell’Eurozona (Francia, Austria, Malta, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Italia, Portogallo e Cipro), l’agenzia americana aveva sottolineato che ormai c’e’ un’area a quattro velocita’.