Italia, Portogallo e Grecia. Tra migliori mercati inizio anno

7 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro il 2014 è partito all’insegna di una marcata sovraperformance dell’area periferica sia sul comparto obbligazionario sia su quello azionario.

Nel primo caso sia lo spread italiano sia quello spagnolo sono scesi sotto i 200pb. Dal lato azionario, i listini di Italia, Portogallo e Grecia risultano al momento in guadagno da inizio anno con performance anche oltre il 3% come nel caso della Grecia.

Dal lato obbligazionario, il forte calo dello spread Italia(ai minimi da luglio del 2011) è stato seguito da un calo meno che proporzionale del tasso del Btp decennale, arrivato al minimo da maggio 2013. Il calo dello spread è stato infatti determinato in buona misura dal forte rialzo del tasso decennale tedesco che ad inizio anno ha sfiorato la soglia del 2%.

In questo contesto di forte restringimento degli spread dei bond periferici, ne hanno continuato a beneficiare soprattutto i titoli corporate high yield.

Il 2014 si apre anche con una nuova compagine dei paesi della zona Euro che ora diventano 18 con l’ingresso della Lettonia e diventeranno 19 nel 2015 con la conferma dell’arrivo anche della Lituania.

Da gennaio inoltre inizia il semestre di presidenza greca della Ue, che sarà seguito da luglio dal semestre italiano.

Questa settimana, l’evento più importante è la riunione della BCE. La conferenza stampa di Draghi sarà chiamata a fare il punto dopo i cambiamenti anche all’interno del board della stessa BCE dopo le dimissioni di Asmussen. Sul fronte emissioni oggi l’Irlanda, dopo esser fuoriuscita dal piano di aiuti, sta procedendo all’emissione di un nuovo titolo decennale con spread pari a 140pb.

Negli Usa l’anno si è aperto all’insegna di un forte rialzo del tasso del T-note decennale, che ad inizio 2014 ha provato a superare la soglia del 3%. La Yellen questa notte è stata confermata dal Senato come quindicesimo presidente della Fed, con il minore numero di voti a favore nella storia della Fed (56 a favore vs 26 contrari).

Bernanke ad inizio anno ha tenuto un discorso in cui ha fatto una sorta di sintesi dell’operato più recente della Fed, ammettendo che le previsioni sul fronte occupazionale sono state eccessivamente pessimistiche ed aggiungendo che la maggiore enfasi sulle linee guida future di politica monetaria è stata di aiuto per orientare le aspettative di mercato.

Nel frattempo Plosser (quest’anno membro Fed votante) ha dichiarato che non vi sono ragioni al momento per non prendere in considerazione un’accelerazione del processo di tapering.

Su questo punto Plosser è stato ancor più esplicito dichiarando che a suo avviso il QE dovrebbe essere terminato “sooner rather than later”. Il prossimo venerdì atteso l’aggiornamento mensile sul mercato del lavoro. Infine sul fronte emergente l’anno è partito ancora in negativo sui listini azionari, penalizzati soprattutto da quelli cinesi, russi e brasiliani.

Valute: marcato apprezzamento del dollaro ad inizio 2014 in particolare vs euro. Si è trattato finora di un movimento che ha seguito l’adeguamento al rialzo delle aspettative sui tassi Usa a breve termine. L’area intorno a 1,3580 rappresenta il primo supporto di breve. Yen ancora in apprezzamento nella seduta di ieri con il cambio vs euro che si è riportato in prossimità di quota 142 dopo aver toccato nella parte finale del 2013 nuovi massimi dall’estate del 2008.

L’andamento negativo dei listini azionari ha spinto probabilmente a ricoperture sulla valuta. Un andamento simile è emerso anche dai dati della CFTC che hanno evidenziato una riduzione delle posizioni nette corte di yen da parte degli speculatori. Sul fronte asiatico da segnalare il forte deprezzamento del won sudcoreano dopo che il ministro delle finanze ha indetto un incontro con esponenti della banca centrale per discutere dei recenti movimenti sul mercato valutario e della debolezza dello yen che sta impattando sulla aziende esportatrici del paese.

Commodity: avvio di settimana leggermente in calo per l’indice GSCI ER che è tornato ad oscillare sui valori minimi da metà novembre. Andamento negativo per il settore energetico (-0,3%) con il greggio che è calato per la quinta seduta consecutiva.

Il WTI, una delle peggiori materie prime di ieri (-0,6%), è infatti tornato sui minimi da inizio dicembre dopo le basse temperature registrate negli Stati Uniti. Leggermente in calo anche i metalli preziosi (-0,1%) dove l’oro si è riportato sui massimi da tre settimane (appena sotto la quota di 1240 $/oncia) sulle attese di una domanda crescente; stabili i metalli preziosi. Positivo il settore agricolo (+0,6%) dove si è messo in evidenza il caffè (sui massimi dallo scorso agosto) che continua a beneficiare di attese di un calo della produzione in Brasile. Secondo i dati della CFTC gli speculatori la scorsa settimana hanno lasciato invariate le posizioni nette lunghe combinate sulle principali 18 materie prime ai massimi da fine settembre; da segnalare però l’aumento delle posizione nette lunghe sull’oro (sui massimi da metà novembre), argento e rame.

Azionario: inizio dell’anno misto per i principali listini europei dopo il forte rally della seconda parte del mese di dicembre che ha spinto l’indice DAX a toccare un nuovo massimo storico sopra i 9600 punti. La seduta di ieri ha sintetizzato quanto visto nelle prime sedute di contrattazioni del 2014 con i mercati periferici in rialzo a fronte di prese profitto sugli altri listini.

Il marcato restringimento dello spread si è infatti riflesso in acquisti sui titoli finanziari con il comparto bancario che da inizio anno risulta il migliore settore all’interno dell’indice Stoxx 600. Debole invece il settore auto e quello risorse di base penalizzato dal calo delle quotazioni delle principali materie prime.

In Italia l’indice Ftsemib è risultato nuovamente tra i migliori in Europa grazie soprattutto al forte rialzo dei titoli bancari con Unicredit e Banco Popolare in testa.

Positivo anche il comparto assicurativo mentre prese di profitto sono prevalse sul settore del lusso. In mattinata apertura incerta per i listini europei.

Negli Usa terza seduta consecutiva in calo per i principali indici che hanno quindi iniziato il nuovo anno con cautela dopo aver chiuso il 2013 con la migliore performance, misurata sull’S&P 500 (+30%), da oltre 15 anni. A livello settoriale continua il buon andamento del settore finanziario mentre le prese di profitto hanno interessato principalmente i comparti materie prime ed industriale.

Sul fronte emergente, inizio d’anno in forte calo per l’indice MSCI EM che in tre sedute ha perso quasi il 3%. Le vendite hanno interessato principalmente il listino cinese, su indicazioni negative giunte dagli indici PMI, ed i mercati legati alle quotazioni del petrolio quali Russia e Messico. Durante la notte andamento misto per i listini asiatici: in lieve recupero la borsa cinese mentre continuano le prese di profitto sul Nikkei (-0,59%) in scia al rafforzamento dello yen.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

BANCA POPOLARE DI MILANO – Si terrà oggi pomeriggio la prima riunione del Cds dove si discuterà sulle nomine per la composizione del nuovo CdG.

ENI – L’A.D. della società Paolo Scaroni ha incontrato ieri il Ministro del Petrolio del Pakistan per fare il punto sulle attività ed i progetti del gruppo italiano nel Paese; la compagnia, presente in Pakistan dal 2000, è il primo produttore di gas e petrolio del Paese. Ieri è inoltre partito ufficialmente il piano di buyback da parte di Eni che riacquisterà fino ad un massimo di 363Mln di azioni ordinarie.

FIAT – Secondo quanto riportato dalla stampa, la società potrebbe quotare Chrysler al NYSE entro il 2015 e lanciare un emissione di obbligazioni convertibili da 1-2 Mld$.

FINMECCANICA – Secondo indiscrezioni riportate dal Il Sole 24Ore, il Governo Indiano avrebbe rinunciato ad inserire il gruppo italiano nella “black list” delle compagnie messe al bando dopo la vicenda con la controllata della società Agusta Westland.

APPLE – La società ha acquistato l’azienda statunitense SnappyLabs che realizza applicazioni per fotografie senza però rendere noti i dettagli finanziari dell’operazione.

JP MORGAN – Secondo quanto riportato dai principali quotidiani statunitensi, la banca avrebbe accettato di pagare una multa di 2Mld$ circa per mettere fine al vicenda Madoff ed evitare così di inceppare in un processo giudiziario. Negli ultimi dodici mesi la società ha pagato sanzioni per un ammontare complessivo di 20Mld$ circa.

SAMSUNG – La società ha chiuso l’ultimo trimestre dell’anno con un utile netto in calo ben oltre le attese a 7,8Mld$; si tratta del primo calo dei profitti dal 2011.

Fonte: infoproviders

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