Italia: per crescere e’ fondamentale potenziare la cultura da start up

19 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La storia di Erik Lumer e della sua creazione CircleMe sono emblematiche delle difficolta’ che una start-up incontra nel nostro paese. Se continua cosi’, si rischia che l’Italian Valley emigri in blocco in California. Proprio in un momento in cui invece Roma, cosi’ come gli altri paesi di un’Europa in difficolta’, ha disperato bisogno di rilanciare la crescita economica per abbattere il debito.

Lumer ha deciso di lanciare il suo social network in Italia — un paese noto per l’artigianato, l’abbigliamento di marca e gli occhiali di lusso, piu’ che per le start-up nel settore Internet e hi-tech — in parte perche’ i costi iniziali erano piu’ vantaggiosi e in parte per il semplice fatto che e’ “casa sua”.

Un imprenditore di origini franco-americane con un passato nell’industria delle start-up, come racconta in un articolo il media americano ABC, Lumer si e’ assicurato il sostegno economico del piu’ importante veicolo di venture capital italiano e ha trovato un gruppo di esperti in tecnologie disposto a essere pagato meno di quanto non guardagnerebbero invece nei centri hi-tech piu’ tradizionali.

Ora che il numero di utenti e’ in crescita e le societa’ cerca di espandere il proprio raggio d’azione, Lumer ha bisogno di capitale in piu’ rispetto a quello che possono offrire i soli investitori italiani. E qui vengono in problemi. Che potrebbero spingere il gruppo a emigrare nella sempre fiorente Silicon Valley.

Con il nuovo governo tecnico, l’Italia spera di cambiare la sua reputazione come uno dei luoghi piu’ difficili dove avviare un’impresa. Il lavoro da fare e’ enorme per Monti. Abbassare i costi aziendali, adottare misure per attirare gli investimenti e al contempo creare lavoro in un periodo di crisi finanziaria, di austerita’, sacrifici e di aumento delle tasse sara’ un’impresa titanica.

In Italia ci sono molti vincoli per le start-up. Roma, cosi’ come altri paesi d’Europa, ha un impianto legale molto complicato e poco attraente, in particolare ora che le difficolta’ economiche hanno allontantato gli investitori e uomini d’affari stranieri.

Con un’idea molto buona e un solido background, Lumer e il suo partner Giuseppe D’Antonio sono riusciti a reperire €2 milioni dal principale fondo di venture capital italiano, Innogest Capital. Finanziamenti grazie ai quali sono riusciti a creare l’interfaccia di CircleMe e lanciare la prima fase di prova del sito. Lumer aveva gestito in precedenza la piattaforma televisiva su Internet Babelgum, mentre D’Antonio era un dipendente di Google.

L’obiettivo di CircleMe e’ creare comunita’ di utenti intorno a un interese comune e a un luogo di ritrovo, e non amicizie o conoscenze, come Facebook. E’ un incrocio tra Pinterest, il sistema di condivisione di foto e immagini, e FourSquare, il localizzatori di ristoranti, bar e altri siti pubblici.

A Milano, ad esempio, gli utenti hanno segnalato i luoghi migliori dove trovare un pancake o per prendere la tintarella. E durante il Salone del Mobile, la settimana del design e arredamento nel capoluogo lombardo, CircleMe ha presentato mostre virtuali il cui contenuto multimediale puo’ essere visualizzato tramite l’applicativo dell’iPhone.

La reazione del pubblico e’ stata subito molto buona. Nei primi quattro giorni dal suo lancio di meta’ marzo, il gruppo di 10.000 utenti di CircleMe e’ raddoppiato. Lumer spera di diventare un business redditizio nel giro di un anno. Per farlo pero’ dovra’ con ogni probabilita’ fare le valigie per gli Stati Uniti: nella sempre fiorente Silicon Valley trovera’ gli ecosistemi tecnologici desiderati, nella forma di investimenti piu’ ricchi, rapporti industriali piu’ forti e professionisti piu’ navigati.

Negli Stati Uniti per ogni dollaro di venture capital investito dal 1970 al 2010, sono stati generati $6,27 dollari di ricavi nel solo 2010. Un terzo dei finanziamenti in quel lasso di tempo quarantennale, pari a 489 miliardi di dollari, e’ andato alle aziende della Silicon Valley. Il futuro e’ li’.

Sono cifre che non fanno che rafforzare l’idea secondo cui l’Italia, che e’ tra i paesi europei ad avere piu’ bisogno di crescita economica per abbattere il debito pubblico, deve assolutamente migliorare le condizioni in cui operano le start-up.

Che rimanga in Italia o si trasferisca in California, Lumer ha sottolineato all’emittente ABC che le start up come CircleMe restano un esempio di azienda con un’ambizione internazionale, un’attitudine di cui l’Europa ha disperato bisogno in questo momento.