Italia, patria delle sport car, ma il mercato interno non regge la crisi

14 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La crisi, accompagnata da misure di austerità e maggiori tasse, andrà a colpire anche il mercato interno di uno dei settori tanto cari all’Italia, di cui si va orgogliosi, e che contribuisce a rendere il Made in Italy sinonimo di qualità ed eccellenza nel mondo: le auto sportive di lusso.

Marchi quali Ferrari, Maserati e Lamborghini. Le vendite di sport cars in Italia dovrebbero calare -47% a 593 veicoli nel 2012, in forte ribasso rispetto a 1.116 nel 2008, stando alle stime degli analisti di IHS Automotive. E più scoraggiante il fatto che le vendite non dovrebbero tornare sui valori pre-crisi prima del 2016.

Il numero di queste vetture di seconda mano, esportate dall’Italia nei primi cinque mesi del 2012, ha già raggiunto 13.633 unità, rispetto a 4.923 lo scorso anno, stando ai dati dell’associazione auto Unrae.

Le ultime misure introdotte dal governo Monti, per aumentare il gettito fiscale dalla fascia più alta dei contribuenti, ha reso più costoso possedere queste vetture. Un proprietario di una Lamborghini Aventador (macchina da €316.000) paga ora €8.400 per la proprietà, un aumento di €6.600.

Fabio Barone, a capo del club di ferraristi Passione Rossa, conferma: “Molti proprietari di Ferrari vogliono ora vendere la propria vettura, con la Guardia di Finanza che continua a venire ai nostri eventi vicino Roma e controllare i documenti di ogni possessore di macchina (per controllare che abbiano pagato la tassa annua). Uno dei nostri membri ad esempio ha comprato una Ferrari 458 appena lo scorso anno per €224.000. Adesso sta già cercando di vendere per €143.000”.