Italia: La coperta rischia di essere sempre più corta.

6 Maggio 2020, di Leopoldo Gasbarro

Come spesso, casualmente, accade in questi ultimi tempi, ci sono settimane in cui gli appuntamenti in programma, sembrano incidere, con particolare forza sulla condizione presente e futura del nostro Paese e, là dove tali appuntamenti non erano programmati, capita, casualmente, che diventino tali. Ieri è sta. emessa la sentenza della Corte Costituzionale Tedesca sulla leicità, secondo la Germania, dell’uso delle operazioni di allentamento monetario da parte della BCE nel corso degli ultimi anni. Ci si aspettava un pò di “mano larga” in una fase tanto difficile come quella che l’Europa sta vivendo, ed invece. l’unica concessione fatta è arrivata relativamente ai tempi di risposta pretesi dalla BCE, tre mesi. Va detto che osservatori più attenti, come il mio amico Alessandro Plateroti avevano abbondantemente anticipato ciò che sarebbe successo. Non sulla base d’intuizioni, ma affidandosi all’analisi di documenti che fin da dicembre erano sotto gli occhi di tutti, bastava soltanto leggerli. Infatti in uno di quei documenti un alto esponente della Corte Costituzionale Tedesca, aveva espresso già un suo parere estremamente chiaro in merito al mandato della BCE.

Pensate a cosa sarebbe accaduto in Italia se un giudice della Corte Costituzionale italiana avesse dichiarato che, l’operatività della BCE, potesse mettere in discussione la democrazia. Apriti cielo, sarebbe venuto giù il finimondo. In Italia non è accaduto, ma, come anticipato in un post su FB il 3 Gennaio scorso, Plateroti, editorialista de Il SOle24Ore invece, in un documento ufficiale della BCE Building bridges: central banking law in an interconnected world ECB Legal Conference di dicembre 2019  Peter Huber ha fatto proprio questo. Riportiamo la traduzione di una parte delle conclusioni di Peter Huber già tradotte in italiano ma che chiunque può recuperare dal documento originale del dicembre scorso.

 

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“Il mandato della BCE è diventato una questione chiave nella giurisprudenza del Bundesverfassungsgericht nell’ultimo decennio. Tuttavia, non è l’unico aspetto dell’integrazione europea che la Corte ha dovuto affrontare. … Considerando che, contrariamente almeno alla comprensione tedesca dei trattati, la BCE ha sviluppato una comprensione piuttosto illimitata del suo mandato, che abbiamo visto l’istituzione di quasi 50 agenzie europee più o meno indipendenti e che le autorità europee fare pressione sugli Stati membri affinché garantiscano l’indipendenza a una parte sempre crescente della loro amministrazione nazionale, la conclusione è chiara: è in gioco la democrazia! La legge di base stabilisce tuttavia requisiti sostanziali per il livello di legittimazione democratica in Germania e nella misura in cui il paese è interessato dall’integrazione europea, è compito del Bundesverfassungsgericht assicurarli.

Con una presa di posizione così forte era lecito attendersi qualcosa di diverso da quello che è accaduto ieri da parte della Corte Costituzionale tedesca? Dall’uscita di quel documento, intanto sembra essere passato un mare d’acqua sotto i ponti. La Pandemia si è scatenata in tutto il Mondo, e la BCE è dovuta intervenire ancora per “aiutare” Paesi in difficoltà. Ora la sentenza della Corte tedesca, pur non bloccando nessun tipo di operatività, impone comunque un’attenzione diversa all’analisi di possibili sviluppi legati a nuovi piani di aiuto. La Lagarde ha confermato, dopo una riunione urgentissima tenutasi ieri, che nulla cambierà, nei piani operativi già pre-impostati, ma la risalita degli spread conferma, invece, che un grado di tensione in senso all’Euro gruppo è tornato ad esserci.

E questa è una settimana calda per il Debito Pubblico italiano e per le decisioni sugli aiuti, ed in particolare sui “Recovery fund”.

Venerdì, infatti si incontreranno di nuovo ( in piattaforma digitale) i vertici dell’Euro gruppo per prendere decisioni operative proprio sui prestiti ai Paesi in difficoltà, mentre Moody’s venerdì sera è attesa nel giudicare il rating del nostro Debito Pubblico.

L’Italia, per la prima volta nella sua storia repubblicana, da venerdì sera, potrebbe ritrovarsi con titoli di stato considerati “spazzatura”, JunkBond. Rischi particolari,  grazie proprio alla BCE, non dovrebbero essercene, ma, è chiaro, che prima o poi questa coperta, questo scudo, verrà tolto e l’Italia si troverà, se non si faranno in fretta dei piani di crescita, in grossissima difficoltà. Tutti guardano ai debiti, mentre sarebbe il caso di guardare agli investimenti.

Una volta per tutte.