Italia in recessione nel 2012

17 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Londra – Le risposte politiche che l’Europa ha cercato di contrapporre alla crisi hanno finora fallito, provocando un effetto comune: l’area euro e’ un’economia enorme ma chiusa. Tuttavia al contempo ognuno dei suoi 17 stati membri e’ piccolo e aperto. Ma da solo non puo’ competere con le grandi potenze dei Bric e Usa.

Questo spiega come mai i leader politichi dell’eurozona ragionino in funzione di un’economia piccola, perche’ cosi’ sono abituati. Tutti, senza eccezioni. Gli economisti a cui si rivolgono, si rifanno a modelli ecconomici piccoli e aperti. E’ un ciclo vizioso che non porta a nulla.

Il mancato adeguamento alle necessita; di una grande economia chiusa e’ la singola forza piu’ grande dietro alla crisi. Il pensiero caratteristico di una piccola economia ha portato a un’ondata di pacchetti di austerita’ fiscale scoordinati.

Insieme, questi programmi hanno avuto un effetto negativo sulla crescita, tanto che le autorita’ della piccola economia aperta non hanno potuto o voluto vedere. Tutte le previsioni di crescita economica e deficit di bilancio, senza distinzioni, sono troppo ottimiste, proprio perche’ i governi non hanno tenuto conto del loro impatto.

Non sono solo Grecia ed Irlanda che non riusciranno a centrare i loro obiettivi di bilancio. Anche Spagna e Italia. “Io mi aspetto una recessione in piena regola in Italia l’anno prossimo e dunque un complessivo aumento del deficit. Così l’effetto netto dell’austerity sarà un incremento del debito”.

Wolfgang Munchau e’ un noto economista ed editorialista del Financial Times.