Italia in recessione: Monti esclude nuove manovre

15 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Eventuali manovre aggiuntive sono da escludere, nonostante gli ultimi dati macro certifichino la recessione dell’economia italiana. Il governo esclude la necessita’ di imporre nuovi sforzi agli italiani per riportare il paese sui giusti binari.

Non ci saranno dunque nuove manovre correttive per raggiungere l’obiettivo de pareggio di bilancio nel 2013. Lo ha assicurato il premier Mario Monti, durante la conferenza stampa a Strasburgo.

“Se ci sono previsioni di crescita più recessive del previsto, questo non ci induce a prendere ulteriori misure nel senso del consolidamento del bilancio pubblico”, ha detto Monti, spiegando che “abbiamo un obiettivo che riteniamo di aver già messo al sicuro” perchè “abbiamo utilizzato previsioni molto molto pessimistiche e cautelative per quanto riguarda tassi di crescita, ipotizzando tassi di interesse al livello novembre, e per fortuna sono già scesi e speriamo scendano ancora”.

I sacrifici chiesti agli italiani “non sono imposti dall’Europa ma necessari per il miglioramento della vita economica, sociale e civile degli italiani e nell’interesse dei nostri figli”, secondo quanto riferito al parlamento europeo dal primo ministro del governo tecnico.

Nel quarto trimestre del 2010, il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è sceso dello 0,7% su base trimestrale e dello 0,5% su base annua. Il dato è stato peggiore delle previsioni, in quanto gli analisti avevano previsto una flessione dello 0,4% su base trimestrale.

Inizia così la recessione in Italia, visto che è il secondo trimestre che la crescita congiunturale registra una fase negativa: da segnalare che secondo gli economisti due trimestri consecutivi di pil negativo confermano la cosiddetta “recessione tecnica”.

L’Istat, che ha comunicato il dato, afferma che la performance del prodotto interno lordo “è la sintesi di dinamiche settoriali del valore aggiunto positive per l’agricoltura, negative per l’industria, sostanzialmente stazionarie per i servizi”. L’ultima volta che l’Italia ha versato in condizioni di recessione è stato il 2009, quando il prodotto interno lordo è crollato -5,1%.

Il paragone con l’andamento dei Pil francese e tedesco, comunicati anch’essi in mattinata, mette in rilievo ancora di più le condizioni negative in cui versa il paese. Intanto, a dir poco sorprendente è stato il Pil francese, con il dato preliminare del quarto trimestre del 2011 che è salito dello 0,2% su base trimestrale, contro il -0,2% atteso. Su base annua, la crescita è stata +1,4%.

E meglio delle stime è stato anche il Pil tedesco, in calo -0,2% su base trimestrale, ma meglio delle previsioni, che parlavano di una contrazione -0,3%. Inoltre, l’ufficio di statistica tedesco ha rivisto al rialzo la crescita tedesca della Germania del terzo trimestre a +0,6% da +0,5% inizialmente comunicato.

Parla intanto Philippe D’Arvisenet, responsabile economista globale presso BNP Paribas, sull’outlook dell’economia dell’Eurozona. L’esperto, nel corso di un’intervista a Bloomberg, ha affrontato anche la questione dei problemi del debito greco e delle banche francesi.