ITALIA IN ASIA: MOLTO BRAND, POCHI AFFARI

22 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Tokyo, 22 mag – “L’immagine dei brand italiani ed il consumatore asiatico” è il tema che sarà al centro della riunione delle Camere di Commercio Italiane in Asia che si terrà a Tokyo venerdì 24 maggio. In Asia l’Italia rappresenta sempre di più un modello di riferimento non solo per cucina e offerta turistica, anche se l’immagine rimane legata a vecchi stereotipi. Il comparto della moda continua a giocare un ruolo fondamentale, ma anche i marchi italiani del design, gioielli, automobili e alimentare, per citare i più sviluppati, sono percepiti come prodotti di alta qualità e dunque molto ricercati dai consumatori di fascia medio-alta di Giappone, Hong Kong, Bangkok e Singapore. Nonostante ciò, gli investimenti italiani non sono allo stesso livello della stima dimostrata nei confronti dei nostri brand, come sottolineano le Camere di Commercio a Singapore e Bangkok. Proprio nella capitale tailandese si é registrata negli ultimi anni una crescita costante sia negli investimenti diretti che nell’interscambio con l’Italia. Nel 2006 le esportazioni verso la Tailandia sono aumentate dell’8,5%, arrivando a 802,7 milioni di euro rispetto alla variazione negativa dello 0,4% registrata nell’anno precedente. Ancora maggiore il balzo dell’export italiano verso Singapore, che è salito tra il 2005 e 2006 del 14,4% contro un –4,4% del 2005 per un valore totale di 1,7 milioni di euro. In Cina e India sono i settori dell’alimentare e dei trasporti ad andare per la maggiore. Complessivamente nel 2006 l’export italiano diretto in Asia nel settore alimentare ha superato l’import arrivando a valere un miliardo di euro. In Cina le importazioni dei prodotti italiani sono cresciute del 94,5% per l’alimentare e del 78,3% per i trasporti, mentre verso l’India il nostro export è passato rispettivamente da un –1% del 2005 al + 13,8% dello scorso anno e dal 21,9% al 48,1%, anche se qui in testa rimangono i metalli che da un +27,5% arrivano a +89,5%. Se da un lato il Giappone negli ultimi anni ha aumentato gli investimenti in Asia rispetto a quelli verso la zona euro a causa della debolezza dello yen, dall’altro il mercato giapponese continua ad essere per l’Italia un polo attrattivo di investimenti e ora che il tasso di crescita giapponese continua ad avanzare, è il parere della Camera Italiana a Tokyo, si devono cercare nuove strategie.