Italia: in arrivo downgrade da Fitch?

di Redazione Wall Street Italia
27 Giugno 2011 15:50

Roma – L’agenzia di rating Fitch potrebbe procedere a una revisione al ribasso del rating sul debito sovrano italiano. E’ quanto si apprende da ING, secondo un articolo del Wall Street Journal. Al momento si tratta soltanto di indiscrezioni: indiscrezioni che arrivano pur tuttavia in una fase piuttosto delicata per il nostro paese.

Intanto il CDS Italia ha toccato negli ultimi minuti il nuovo massimo degli ultimi mesi, un chiaro segno del disagio che regna tra gli investitori internazionali sul debito sovrano del nostro paese. Pesano sulle quotazioni del CDS le polemiche all’interno del governo: il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto ha definito “da psichiatra” la manovra fiscale proposta dal collega di partito e ministro dell’Economia Giulio Tremonti, polemiche che minano la credibilita’ del nostro paese sui mercati.

La stessa caduta verticale che ha colpito Piazza Affari lo scorso venerdì è stata alimentata infatti da voci che parlavano di un imminente arrivo di un downgrade sul debito Italia. Una mossa che non cadrebbe neanche dal cielo visto che dagli inizi del mese Moody’s continua a tartassare l’Italia con giudizi negativi.

L’agenzia di rating, infatti, lo scorso 17 giugno ha comunicato di aver posto sotto osservazione per un possibile downgrade il rating dei bond governativi italiani denominati in euro e valuta estera, attualmente al livello “Aa2”.

Dopo pochi giorni, sempre Moody’s ha messo sotto osservazione, anche il rating di regioni, province e citta’. Infine, il 23 giugno, la decisione di mettere in creditwatch anche 16 banche italiane .

Ora, a parlare dell’eventualità di un downgrade di Fitch è stato, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Padhraic Garvey, strategist di ING. Fitch, ha affermato l’esperto, “potrebbe essere la prossima (agenzia) a sferrare un pugno contro l’Italia”, e potrebbe decidere anche “di agire direttamente con un downgrade”.

La dichiarazione di Garvey è arrivata poco dopo l’esito dell’asta italiana che, sebbene sia stata caratterizzata da una buona domanda da parte degli investitori, ha visto salire in modo notevole i costi di finanziamento del debito.

La pressione sui BTP – attesa per domani l’asta – è così continuata, tanto che i rendimenti dei bond decennali a salire fino alla soglia del 5%.

Commentando l’asta, sempre intervistato dal wall Street Journal, Jan von Gerich, responsabile degli analisti presso Nordea, ha affermato che l’emissione di oggi “mostra chiaramente che i costi di finanziamento per l’Italia sono saliti, sebbene un rendimento appena al di sotto del 2% per i titoli a sei mesi non possa essere considerato ancora elevato”. Detto questo, l’esperto ha anche sottolineato che lo stesso rendimento è più alto rispetto alla precedente asta “in modo considerevole”.

Von Gerich ha infine precisato che l’allargamento degli spread BTP/Bund è “fonte di preoccupazione” e che in generale l’Italia è sempre più sotto pressione per rimettere i conti in ordine.