Italia, il paese n.1 in Europa nella vendita di armi a Gheddafi

3 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Tra il 2005 e il 2009, l’Italia e’ il paese dell’Unione Europea che ha venduto piu’ armi al dittatore libico Gheddafi. I numeri sono ricavabili dai siti ufficiali della Ue, anche se sono seppelliti in pagine di poca chiarezza. La vendita di armi al Colonnello, oltre alle notorie partecipazioni libiche in tante aziende italiane e investimenti italiani in Libia (Eni, Unicredit, Impregilo, Astaldi, Finmeccanica, Fiat, Juventus) e’ l’altro motivo per cui il governo di Roma ha tenuto un comportamento ambiguo, dopo lo scoppio delle rivolte di popolo contro Gheddafi.

Ma ecco le cifre, sulle quali le Commissioni Esteri di Camera e Senato dovrebbero essere chiamate ad esprimere una valutazione dettagliata (se il Parlamento funzionasse).

I punti principali sono:

• L’UE ha concesso licenze di esportazione di armi alla Libia per un valore di €834.5 milioni nei primi 5 anni dopo l’eliminazione dell’embargo nell’ottobre 2004.

• Il 2009 e’ stato l’anno con le vendite piu’ forti: €343.7 milioni.

• L’Italia e’ il paese esportatore di armi al top in Europa, con un totale di €276.7 milioni in 5 anni.

• Malta ha esportato €79.7 milioni di armi da fuoco dall’isola alla Libia nel 2009 – apparentemente vendute tramite un’azienda italiana.

Il totale per i 5 anni dal 2005 al 2009, con la cifra complessiva riportata alla fine, e’ il seguente:

2005 2006 2007 2008 2009 TOTALE
________________________________________________________

Europa 72.19 | 59.03 | 108.8 | 250.78 | 343.73 | 834.54

Italia 14.97 | 56.72 | 93.22 | 111.8 | 276.7

Francia 12.88 | 36.75 | 17.66 | 112.3 | 30.54 | 210.15

UK 58.86 | 3.11 | 4.63 | 27.2 | 25.55 | 119.35

Germania 0.31 | 2 | 23.84 | 4.2 | 53.15 | 83.48

Nei primi caotici giorni, quando Gheddafi faceva bombardare i manifestanti dall’aviazione libica, mentre tra Washington, Londra e Parigi intercorrevano decine di telefonate sul che fare in merito alla guerra civile in Libia, a Roma assoluto silenzio. Dopo 48 lunghe ore il premier Silvio Berlusconi dichiaro’: “Non ne so nulla, non voglio disturbare Gheddafi”. Qualche giorno dopo il ministro della Difesa Ignazio La Russa disse: “Non credo proprio che il trattato di amicizia tra Italia e Libia verra’ disatteso”. Nelle stesse ore il ministro degli Esteri Franco Frattini confesso’ in un’intervista a un giornale tedesco (poi ritrattata) che l’Italia era contraria alle sanzioni contro la Libia, volute da Ue e Stati Uniti, e puntava invece ad un “Gheddafi bis”.