Italia e rischio default: attenzione alle misure sicuramente recessive

2 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Piazza Affari in preda al nervosismo, spread Italia-Germania che tocca i massimi storici ben oltre i 400 punti base, rendimenti dei BTP decennali che si avvicinano pericolosamente al punto di non ritorno, riunioni straordinarie indette all’ultimo momento per proteggere l’euro e per risolvere il caso Grecia e, ovviamente, il caso Italia.

Cosa accadrà nei prossimi giorni, mesi, anni? Quale sarà il futuro dell’Europa, del mondo intero e, nel caso specifico, del nostro paese? Wall Street Italia ha intervistato Alberto Niccoli, professore della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche e membro del Mofir, l’associazione Money & Finance Research Group.

Il premier Silvio Berlusconi e il suo esecutivo sbagliano perche’ continuano a colpire i lavoratori dipendenti. Bisognerebbe invece abbassare proprio le tasse che gravano su di loro. In generale, su scala globale, c’e’ bisogno subito di una Tobin Tax – ovvero la tassa sulle transazioni finanziarie – se si vuole evitare il ripetersi della Grande Depressione degli Anni Trenta.

WSI. Sono passati solo pochi giorni dalla riunione del Consiglio europeo che ha sfornato le ricette per proteggere l’euro e per salvare la Grecia, ma i mercati stanno andando per la loro strada, la speculazione contro l’Italia e i suoi bond in particolare è feroce. Cosa sta accadendo e verso quale futuro siamo diretti?

Niccoli. L’economia reale di tutto il mondo sta pagando le conseguenze di un capitalismo sfrenato, che è stato lasciato andare senza briglie. A fare i giochi è una finanza che ha perso il suo ruolo strumentale di aiuto all’economia e che è ormai fine a se stessa. Basti far riferimento al caso dei mutui subprime americani: non sono stati loro la causa della crisi; piuttosto, la radice del problema è da ravvisare in tutte quelle operazioni di breve termine e movimenti speculativi che hanno distrutto il capitale sociale, che continuano tuttora a inoculare veleno all’interno del sistema, annullando la fiducia ovunque. Il problema ha dimensioni drammatiche e la situazione peggiorerà soltanto, se lasceremo che le operazioni speculative proseguano a un tale ritmo, che ammonta a $3.000 miliardi al giorno.

WSI. Fino a che punto la situazione può peggiorare e quali sono gli strumenti operativi a cui l’economia dovrebbe ricorrere per proteggere se stessa?

Niccoli. E’ necessario imporre la Tobin Tax o comunque una forma di tassazione finanziaria che pesi maggiormente sulle operazioni a breve termine. Il ruolo della finanza va ridimensionato. Se così non sarà, si ripeterà la crisi degli anni ’30, assisteremo a un collasso economico globale e a fallire non saranno solo Grecia e Italia, ma anche Francia, Germania, Stati Uniti e Cina. Nessun paese sarà risparmiato da questo drammatico destino e, se non si agirà il prima possibile, il tracollo globale si manifesterà tra 5-10 anni.

WSI. Ma nel caso dell’Italia, è solo la speculazione ad avere voce in capitolo? O è anche la crescente mancanza di credibilità del nostro paese, come molti economisti stranieri fanno notare?

Niccoli. Non c’è alcun dubbio sul fatto che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta mandando il paese allo sfacelo. La risatina tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicholas Sarkozy parla da sola. In più, basta dare un’occhiata ai giornali esteri, alle battute che fanno su di lui eminenti quotidiani come il Wall Street Journal, il Financial Times, il New York Times, il Washington Post. Abbiamo di fronte una persona totalmente irresponsabile. In questa situazione, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dovrebbe fare di più. Lo stesso Art. 88 della Costituzione recita che “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse”

WSI. A tal proposito, cosa ne pensa delle misure di austerity decise dall’esecutivo?

Niccoli. Si tratta di misure recessive, che non risolvono il problema. Tutt’altro. Altre sono le manovre che questo governo dovrebbe adottare: invece di colpire i lavoratori dipendenti che continuano ad accollarsi il carico dei problemi italiani, bisognerebbe abbassare proprio le tasse che gravano su di loro: il calo dovrebbe essere di almeno il 2% su tutte le aliquote marginali di tassazione e dovrebbe essere anche maggiore di questa cifra percentuale per i giovani.

Il governo dovrebbe poi introdurre una patrimoniale di carattere straordinario per ridurre il debito e una patrimoniale ordinaria per coprire la spesa pubblica. Le imposte indirette come l’Iva, poi, dovrebbero essere aumentate. Con le misure che invece sono presenti in questo momento, si vanno a colpire i consumi. E in una situazione di ristagno dei consumi, la gente non spende e le aziende non assumono. Ci vuole dunque un altro tipo di interventi. In ogni caso, se non ci si proteggerà dalla finanza speculativa, si concretizzerà lo scenario peggiore. Come in un effetto domino, falliranno tutti. E ovviamente falliranno anche le banche.