Italia, debito balza al 120% del Pil

18 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il deficit-Pil quest’anno sarà sotto il 5%, un risultato migliore delle previsioni del governo, ma il debito balzerà fino a sfiorare il 120% del Pil. Sono le stime della Banca d’Italia contenute nel bollettino economico, secondo cui “nel 2010 il fabbisogno del settore statale è diminuito di quasi 1,5 punti percentuali del Pil rispetto all’anno precedente” e “l’indebitamento netto si sarebbe portato al di sotto dell’obiettivo del 5% del prodotto”.

“Il miglioramento – spiega Via Nazionale – rifletterebbe principalmente una contrazione delle spese in conto capitale. La dinamica delle entrate, dopo la caduta del 2009, sarebbe tornata positiva, anche grazie all’introduzione, dal gennaio 2010, di nuovi vincoli alle compensazioni sull’Iva”. Il rapporto debito-Pil, invece, nel 2010 “sarebbe aumentato a circa il 119%, dal 116% dell’anno precedente”.

Questo aumento “sarebbe inferiore a quello riportato per il complesso dei paesi dell’area euro nelle previsioni dell’autunno scorso della Commissione europea (pari a 5 punti percentuali, all’84,1% del Pil)”.

Il debito delle famiglie aumenta sempre di piu’ e a fine settembre 2010 si e’ attestato al 65% del reddito disponibile. Il dato e’ impressionante anche se la Banca d’Italia dice che l’incidenza e’ piu’ bassa di quella degli altri paesi Ue dove si e’ attestata al 98% a giugno 2010.

Hanno registrato un aumento anche gli interessi che hanno pagato le famiglie per i debiti contratti, mutui, prestiti, che si sono attestati al 9,6% del reddito disponibile. Il tasso sui mutui e’ rimasto invece sostanzialmente stabile.

Sul fronte delle banche la Banca d’Italia spiega che risale la china la raccolta dei fondi comuni, ma la raccolta bancaria ha registrato una contrazione ‘marginale’, mentre la redditivita’ bancaria e’ ulteriormente diminuita, ed eil rendimento e’ sceso dal 3,7% al 4,3%. Rimane invece elevato il livello delle sofferenze, che si attesta al 2% in rapporto ai prestiti nella componente rettificata. L’aumento – si legge – e’ ascrivibile all’aumento dei finanziamenti alle societa’ finanziarie, e in misura minore alle imprese. Dall’autunno e’ comunque proseguito l’aumento del credito bancario alle imprese.

In ambito occupazionale, nell’ultimo trimestre del 2010 gli occupati sono diminuiti di 57 mila unita’ rispetto al trimestre preedente (-0,2%) mentre il tasso di disoccupazione e’ cresciuto al 7,6% dal precedente 6,8%. nella media dei primi 9 mesi del 2010 hanno abbandonato il mercato del lavoro lo 0,9% rispetto ad un anno prima con una contrazione che nel sud e’ arrivata all’1,9% e nell’industria in senso stretto al 4,7%. Il tasso di occupazione nel quarto trimestre del 2010 e’ sceso al 56,7% dal precedente 57,5% del corrispondente periodo del 2009.

Il calo continua a risultare piu’ intenso tra i giovani di eta’ compresa tra i 15 anni e i 24. A perdere il posto di lavoro sono di piu’ gli italiani (-2%) pari a 422 mila unita’ mentre quella straniera e’ cresciuta ulteriormente stabilizzandosi al tra il 62% ed il 63% dopo essersi ridotta drasticamente durante la crisi. Lo rende noto Bankitalia nel suo bollettino economico.