“Italia anormale, ostaggio delle lobby”

24 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’Italia è ostaggio delle lobby. Dagli scioperi degli avvocati a quelle dei dottori, passando per l’opposizione alla liberalizzazione dell’accesso a Internet (Wi-fi), la nuova coalizione di governo, nonostante la schiacciante maggioranza, si scontra quotidianamente con il potere delle corporazioni, che finiscono per ostacolare le riforme economiche.

L’affondo arriva dal Financial Times, che oggi in un articolo quanto mai emblematico “Le potenti lobby bloccano il paese dal diventare normale” mette in luce (non per la prima volta) uno dei mali che tengono alla larga dalla penisola gli investitori stranieri.

Un esempio per tutti, arriva dalla riforma della giustizia proposta dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Il quotidiano inglese ricorda che questa settimana il Parlamento voterà sulla mediazione obbligatoria, che si propone di accorciare i tempi dei processi.

La riforma – come ricorda il quotadiano della City – ha causato la scorsa settimana scioperi tra gli avvocati e successive critiche del capo dei dicastero della Giustizia, che non si è lasciata sfuggire l’occasione per sottolineare che chi si oppone alle riforme in campo della giustizia sono gli avvocati “Le grandi lobby che impediscono che il nostro diventi un paese normale”.

L’Italia abbonda di avvocati – ricorda l’Ft – ce ne sono più di 240.000 contro i 54.000 in Francia. Come se non bastasse, rappresentano più del 10 per cento del Parlamento, tra cui due avvocati personali di Berlusconi.

Ma non finisce qui. Lunedì scorso – si legge nell’articolo – è stata la volta delle proteste di medici e operatori sanitari, scesi in piazza per protestare contro i tentativi da parte dei governi di contenere la spesa pubblica. Secondo l’ultima indagine economica dell’Ocse, l’Italia ha bisogno di mettere un freno alla politica di aumento delle tasse per mantenere il deficit di bilancio sotto controllo.

“Tuttavia la spesa pubblica è diminuita di poco, molto meno che in altre economie periferiche della zona euro. Ciò riflette i poteri combinati dei lobby professionali, sindacati e autorità regionali che gestiscono, per esempio, il settore sanitario, fonte di guadagno enorme per la mafia”.