Istat, la Cig mitiga effetto crisi su deprivazione

26 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Nel 2009 il reddito delle famiglie è diminuito, spiega l’Istat nel proprio rapporto annuale, ma la Cig ha mitigato l’effetto della crisi sulla deprivazione. Le ripercussioni economiche e sociali della crisi occupazionale sono state diverse a seconda della posizione nella famiglia di chi ha perso il lavoro. Considerando i redditi dei componenti, infatti, la perdita imputabile all’uscita dal mercato del lavoro di un figlio di 15-34 anni è pari (in media) al 28,3 per cento del totale del reddito familiare, a fronte di un valore del 50,6 per cento nel caso in cui a perdere il lavoro sia il padre e del 37,1 per cento nel caso della madre. Il contributo effettivo dei figli al bilancio familiare è, in realtà, meno rilevante, in quanto non sempre, o non integralmente, i figli trasferiscono ai genitori i propri guadagni. Nel biennio 2008-2009 la crisi ha colpito maggiormente chi contribuiva di meno al reddito familiare, i figli, e soprattutto quelli che vivono in famiglie con almeno due percettori di reddito. Solo nel 2009 l’occupazione tra i giovani di 15-34 anni che vivono in famiglia è diminuita di 332 mila unità, mentre tra i “genitori” è calata di 98 mila unità. Peraltro, tra le circa 300 mila persone che, nell’ambito dell’indagine sulle forze di lavoro, hanno dichiarato di essere stati in Cig nel periodo di riferimento, il 58,3 per cento dei casi è in posizione di genitore e solo il 16 per cento in quella di figlio. I padri che escono dall’occupazione sono maggiormente concentrati tra le famiglie che erano già meno agiate: il 29 per cento di chi ha perso il lavoro apparteneva al quinto più povero della distribuzione del reddito e il 28,4 al secondo, con una forte concentrazione (67,6 per cento dei casi) tra le famiglie di estrazione operaia. Se, quindi, la perdita del lavoro di un figlio ha avuto effetti minori sulla condizione economica delle famiglie, quella del padre ha colpito in maggioranza famiglie già vulnerabili. Queste evidenze contribuiscono a spiegare perché l’indicatore sintetico della deprivazione (basato sulla quota di famiglie che presentano tre o più categorie di deprivazione su nove) sia rimasto stabile tra l’inizio del 2008 e lo stesso periodo del 2009, intorno al 15 per cento, con valori marcatamente più elevati per le famiglie con cinque componenti o più (25,5 per cento), residenti nel Mezzogiorno (25,3 per cento), con tre o più minori (29,4) e tra le famiglie che vivono in affitto (31,4 per cento). Inoltre, il 60 per cento del complesso delle famiglie deprivate nel 2009 lo era già nel 2008 e nel 72 per cento dei casi la perdita del lavoro del padre si è verificata in famiglie già deprivate.