Israele: via al ritiro dei soldati da Gaza

4 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Israele ha iniziato il ritiro dei soldati da Gaza. Le forze di terra sono tornate indietro verso il confine con Israele, mentre altre unità hanno definitivamente lasciato la Striscia.

Lo riferiscono al Financial Times funzionari dell’esercito.

Ciononostante i bombardamenti via aerea continuano, con nove palestinesi che hanno perso la vita e 27 che sono rimasti feriti in seguito a un raid che ha colpito una scuola dell’Onu a Rafa, nella parte meridionale di Gaza, dove erano rifugiate migliaia di persone.

L’intervento militare contro una scuola in cui erano presenti civili non è il primo di questo tipo da quando l’offensiva è iniziata 25 giorni fa. In casi di questo tipo in precedenza il governo di Tel Aviv si è spesso giustificato citando la presenza di militanti islamici o di armi nell’abitazione o nei suoi pressi, ricordando che i civili vengono puntualmente avvisati.

L’attacco è stato definito un “atto criminale” dal segretario internazionale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Il Dipartimento di Stato ha emesso una insolita condanna dell’attacco israeliano.

“Ancora una volta Israele deve fare di più per evitare vittime civili”. Israele si difende dicendo che la guerra è una “legittima difesa” per garantire la sicurezza dei propri cittadini, che devono spesso rifugiarsi in bunker per evitare i missili lanciati da Gaza dal braccio armato di Hamas.

L’esercito israeliano ha reso nota la sua versione dei fatti. L’obiettivo dell’attacco erano tre militanti della Jihad islamica che erano su una moto nei pressi della scuola e che stava “esaminando le conseguenze dell’attacco”.

Il ritiro delle truppe è stato deciso in un momento in cui ormai l’esercito ha quasi completato la missione il cui obiettivo è scovare e distruggere la rete di tunnel scavata da Hamas, il gruppo islamisita che controlla Gaza dopo la vittoria alle ultime elezioni. Alcuni dei tunnel superano il confine con Israele.

Dieci palestinesi sono stati uccisi questa notte in raid israeliani nella Striscia di Gaza: il bilancio complessivo delle vittime palestinesi dopo quattro settimane di conflitto sale così ad almeno 1.822 morti.

Cinque persone sono state uccise a Jabalya, altre tre nelle aree di Zeitun e Sheikh Radwan a Gaza, una a Nuseirat. Un bambino ha perso la vita a Rafah, ha precisato il portavoce dei servizi di soccorso, Ashraf al Qudra.

Dall’inizio delle operazioni militari, l’8 luglio scorso, Israele ha compiuto 4.686 raid nella Striscia di Gaza. Nello stesso periodo, 2.560 razzi e proiettili di mortaio sono stati lanciati dal territorio palestinese verso Israele: 556 sono stati intercettati sal sistema antimissile Iron Dome.