Israele punta a rafforzare esercito per prepararsi ad attaccare l’Iran

2 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Israele punta a rafforzare le capacita’ del suo esercito con l’obiettivo di essere pronti a tutto anche a un attacco contro l’Iran.

Lo ha detto il capo di stato maggiore del paese, Benny Gantz, secondo cui bisogna essere preparati al conflitto, nel caso in cui le sanzioni economiche non riuscissero nell’intento di impedire a Teheran di produrre l’arma atomica. Secondo l’Iran i programmi di arricchimento dell’uranio hanno scopi civili.

Tel Aviv deve “essere pronto a dispiegare” le sue forze militari perche’ l’Iran potrebbe entrare in possesso dell’arma nucleare in un anno, secondo il capo dell’esercito israeliano.

Questa settimana si sono conclusi con un nulla di fatto i colloqui tra la Repubblica Islamica e l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (Aiea) che avevano l’obiettivo di far cadere i sospetti dell’Occidente secondo cui Teheran sta cercando di sviluppare una bomba atomica. Nuove trattative sono in calendario.

“Non c’e’ dubbio che l’Iran sta facendo ogni sforzo per avere una bomba”, ha detto Gantz durante una riunione che si tiene con cadenza annuale al campus universitario dell’Interdisciplinary Center di Tel Aviv. Le sue attivita’ devono essere assolutamente interrotte”, ha avvertito il generale.

Le agenzie di intelligence americane sono convinte che l’Iran stia sviluppando progetti tali da portare il paese ad assumere le capacita’ di produrre armi nucleari, se “dovesse decidere di farlo”, stando alle parole pronunciate il 31 gennaio dal diretore dell’intelligence nazionale Usa James Clapper.

Intanto l’embargo dell’Unione Europea al petrolio iraniano minaccia di accelerare la chiusura delle raffinerie in Europa, secondo il direttore dell’organizzazione dei raffinatori italiani.

“I paesi asiatici che non applicano l’embargo potrebbero comprare il petrolio iraniano a sconto e vendercelo di nuovo”, ha affermato Piero De Simone, direttore generale dell’Unione Petrolifera, nel corso di un’intervista tenuta a Roma: “L’Italia già rischia la chiusura di cinque raffinerie e a livello europeo stiamo parlando di circa 70 possibili chiusure.”