ISAE, fiducia imprese manifatturiere ai massimi di quasi due anni

30 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Secondo l’indagine condotta dall’ISAE il clima di fiducia del settore manifatturiero sale a dicembre da 101,7 a 103 portandosi sui massimi dal febbraio 2008. La crescita è attribuibile in primo luogo ad un ulteriore recupero dei giudizi sull’andamento degli ordini e della domanda, che si accompagnano, in presenza di una sostanziale stazionarietà dei livelli produttivi, in un nuovo decumulo di scorte di magazzino. Sono altresì sostanzialmente stabili le attese a breve termine relative a ordini e produzione. Dal punto di vista settoriale, il miglioramento è dovuto al buon andamento dell’indice nei beni di investimento (da 96,9 a 99) e negli intermedi (da 105,6 a 107,2); la fiducia è invece sostanzialmente stabile nei beni di consumo (da 99,8 a 99,5). Differenze emergono anche su base territoriale: la fiducia sale infatti nel Nord Ovest (da 104 a 108,4) e, in misura minore, al Centro (da 99,2 a 100), ma cala nel Nord Est (da 102,8 a 101,8) e nel Mezzogiorno (da 91,2 a 90,4). A dicembre le imprese sono più ottimiste circa gli ordini in generale (da -22 a -18), grazie soprattutto al miglioramento della componente interna della domanda (da -26 a -22; da -19 a -18 quella estera). Rispetto allo scorso mese si stabilizzano i livelli produttivi (a -18 da -19) e di conseguenza le scorte di magazzino tornano leggermente al di sotto dei valori normali (da 0 a -1 il saldo). Peggiorano infine i livelli di liquidità rispetto alle esigenze operative (da 18 a 15). I giudizi sulla domanda migliorano in tutti i settori, passando da -25 a -23 nei beni di consumo, da -17 a – 14 negli intermedi e da -28 a -22 nei beni di investimento: in tutti i comparti a progredire in questa fase è soprattutto la domanda interna; la domanda estera cresce comunque nei settori produttori di beni di consumo ed intermedi, e accusa invece una battuta d’arresto nei beni d’investimento. I livelli produttivi sono sostanzialmente stabili nei beni di consumo (con il saldo fermo a -19) e d’investimento (da -25 a -24) e recuperano invece negli intermedi (da -18 a -13). Al recupero della domanda e alla sostanziale stabilità della produzione si accompagna ovunque un decumulo delle scorte di magazzino. Il saldo scende da 0 a -1 nei beni di consumo, da 3 a 2 nei beni d’investimento e da -2 a -3 negli intermedi. Segnali meno positivi vengono infine dai giudizi sulla liquidità aziendale, che in termini di saldo calano da 16 a 13 nei beni d’investimento e da 18 a 17 negli intermedi, stabilizzandosi a 16 nei beni di consumo. A dicembre le previsioni sulle principali variabili aziendali (produzione, ordini e domanda, occupazione e prezzi) e quelle sulla situazione economica generale del paese sono sostanzialmente stabili rispetto alle valutazioni espresse lo scorso mese, confermando quindi le attese di progressivo miglioramento del quadro congiunturale.