ISAE: a settembre battuta d’arresto per fiducia imprese manifattura

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Peggiora a settembre il clima di fiducia del settore manifatturiero passando da 99,3 di agosto a 98,4 e facendo registrare una battuta d’arresto dopo ben 18 mesi di rialzi. Il dato si mantiene comunque al di sopra dei livelli dello scorso luglio. Lo si legge nella consueta inchiesta ISAE presso le imprese manifatturiere ed estrattive. La flessione, spiega l’Istituto, è dovuta essenzialmente ad un deterioramento dei giudizi sulla domanda; le giacenze di magazzino – pur in lieve risalita – si confermano al di sotto dei valori normali, mentre migliorano ancora le attese di produzione. Peggiorano anche i giudizi sull’andamento corrente della produzione, mentre risalgono le previsioni a breve termine sulla domanda e l’occupazione; si stabilizzano le attese relative ai prezzi e tornano però a peggiorare quelle sulla situazione economica del Paese. Dal punto di vista settoriale, Il peggioramento è dovuto esclusivamente al cattivo andamento nei beni di investimento, dove l’indice scende da 96 a 93,9; la fiducia sale invece nei beni di consumo (da 99,2 a 100,8) e negli intermedi (da 99,5 a 100,6). Differenze rilevanti emergono anche su base territoriale: la fiducia scende infatti nel Centro Nord del paese ((da 101,8 a 100,3 nel Nord Ovest; da 100,4 a 99,7 nel Nord Est; da 100 a 96,7 al Centro) ma mostra segni di recupero nel Mezzogiorno (da 90,7 a 92,6). Secondo le consuete domande trimestrali, nel terzo trimestre migliorano i giudizi e sono stabili le previsioni sul fatturato all’export. Diminuiscono inoltre quanti segnalano la presenza d’ostacoli all’esportazione, grazie soprattutto a minori vincoli dovuti ad “altri fattori”, probabilmente legati in questa fase all’andamento della domanda. Risale anche il rapporto fra prezzi all’export e prezzi praticati sul mercato interno. Germania e Cina restano i paesi percepiti come i maggiori concorrenti sui mercati interni ed internazionali; dal lato dei mercati di sbocco, aumenta infine la quota di esportazioni verso la Francia e i paesi europei extra UE.