Irlanda: ministro Finanze “orso”, molla azioni e compra oro

17 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

DUBLINO (WSI) – Il ministro irlandese delle Finanze non crede nelle capacità della Bce di contrastare la deflazione. Il politico ed economista ha infatti trasferito gran parte del suo patrimonio personale l’anno scorso, vendendo azioni e comprando oro.

Nel 2014 il ministro, Micheal Noonan, ha investito nel popolare fondo comune SPDR Gold Shares ETF, in bond governativi portoghesi e in altri ETF.

Noonan, riporta il quotidiano irlandese Sunday Telegraph, ha conservato in portafoglio i fondi finanziari legati alle banche e alle commodities agricole.

I titoli azionari che non sono più in suo possesso erano legati all’azionario europeo e americano. Noonan, che viene definito dal giornale “ribassista” ha preferito diversificare il suo portafoglio nel 2014, puntando sull’Etf del metallo prezioso.

L’obiettivo è ottenere una protezione contro la deflazione dell’euro. Il fatto che abbia investito in bond portoghesi – con scadenza ottobre 2017 e tasso del 4,35% – significa che ha maggiore fiducia nella rirpesa di Lisbona, piuttosto che di Roma, Madrid, Atene o della stessa Dublino. A meno che non sia invece una strategia per diversificare.

Ovviamente la notizia assume una certa importanza visto lo status della persona protagonista. Noonan è un membro dell’Eurogruppo dei ministri delle Finanze dell’area euro, del Consiglio dell’Unione Europea (che ha presieduto nel 2013) e dell’Ecofin.

La sua carica, di conseguenza, gli offre un punto di vista da ‘insider’ delle prospettive economiche e finanziarie europee, che non è concessa a risparmiatori e investitori tradizionali. Noonan ha accesso a informazioni che altri non hanno possibilità di avere.

L’opposizione e una parte dell’opinione pubblica lo ha accusato di aver messo gli interessi delle banche e delle elite politiche davanti alla società irlandese.

Ricapitolando, a giudicare dalle sue ultime mosse personali, non pare nutrire molta fiducia nell’abilità di Draghi di salvare l’Eurozona. Un programma di Quantitative Easing, in teoria, dovrebbe infatti favorire i mercati azionari europei.

Fonte: Sunday Independent

(DaC)