Irlanda: “lasciatela fallire”

22 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Tutti, tranne un gruppo ristretto di banchieri e politici corrotti, sanno benissimo che l’Irlanda dovrebbe essere lasciata al suo triste destino: la bancarotta. Invece il governo – peraltro traballante dopo l’annuncio dei Verdi di voler lasciare l’esecutivo – sta spingendo il paese in una posizione sempre piu’ difficile, dove le tensioni sociali sono ai massimi livelli e potrebbero sfociare in un conflitto sociale tout court, a conferma che gli interessi della sua gente sono l’ultima cosa di cui chi amministra a Dublino si preoccupa.

L’unica cosa che interessa all’amministrazione e’ conservare quello che oggi e’ ormai dimostrato essere un modello fallimentare (lo dice anche JPM), e impedire che tutte le principali banche tedesche e inglesi subiscano perdite. Parola dell’investitore Jim Rogers che in un’intervista a RT sostiene che lasciare fallire il paese “sarebbe come impartire a tutti una bella lezione, e alla fine l’Europa per questo ne uscirebbe piu’ forte e con essa l’euro”. “Non si possono spendere somme di denaro impressionanti – continua il presidente di Rogers Holding – che non si hanno e che qualcun altro deve pagare. E’ ridicolo. In futuro l’Irlanda sara’ paralizzata perche’ tutto quello che guadagna andra’ per pagare il debito vecchio.

“Non vi e’ alcun motivo per cui i contribuenti in giro per l’Europa o in Italia debbano pagare per gli errori degli altri. Gli obbligazionisti e gli azionisti delle banche dovrebbero perdere soldi, non i contribuenti”. E’ cosi’ semplice, eppure cosi’ irrilevante quando si tratta di un modello economico morente.