Irlanda: Francia e Germania chiedono aumento tasse sulle imprese

19 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)-Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri si è conclusa con un rialzo dei tassi (sia governativi sia swap) su tutta la curva e con un restringimento degli spread sui titoli periferici (ad eccezione della Spagna il cui differenziale è rimasto pressoché stabile). I listini azionari hanno invece chiuso in rialzo sulla scia di Wall Street.

Trichet ieri, durante un intervento, ha nuovamente invitato l’Irlanda ad accettare un piano di sostegno dall’Ue, evidenziando il fatto che il sostegno della Bce tramite operazioni di rifinanziamento ed acquisto di bond non può continuare illimitatamente. Il capo della Bce ha infatti dichiarato che le banche irlandesi e greche sono diventate troppo dipendenti dalle operazioni di rifinanziamento della Bce.

Intanto nel paese sono iniziati colloqui tra Fmi, Ue e governo irlandese inerenti la concessione di un prestito e secondo fonti locali le discussioni continueranno almeno fino ai primi giorni della prossima settimana. Ieri il ministro delle finanze irlandese ha dichiarato che i negoziati con Ue e Fmi potrebbero portare ad un piano di aiuti per le banche del paese.

Ricordiamo che il 25 novembre in Irlanda si terranno le elezioni straordinarie per il rinnovo di un seggio vacante in parlamento e questo potrebbe portare le autorità a rimandare la decisione definitiva sul piano al fine di evitare di perdere consensi. La tornata elettorale assume una rilevanza particolare in vista della discussione in parlamento della legge finanziaria il 7 dicembre.

Francia e Germania stanno facendo pressioni affinché l’Irlanda renda credibile il piano di rientro del deficit aumentando le entrate fiscali mediante rialzo dell’imposizione sulle imprese, la cui aliquota al momento è al 12,5%, nettamente inferiore alla media europea del 23%. Su questo punto al momento vi è forte opposizione da parte del governo irlandese.

Le aste spagnole ieri hanno collocato quasi tutto l’ammontare previsto, ma i rendimenti sono saliti rispetto alle aste precedenti. Inoltre per il titolo a dieci anni si è registrato un calo del bid-to-cover all’1,8 dal 2,3. Negli Usa tassi di mercato in calo in una giornata di marcato recupero dei listini azionari.

Il nesso di causa effetto che ha portato al recupero dei listini azionari può essere così sinteticamente descritto: la percezione di un piano di salvataggio imminente per l’Irlanda ha consentito la ripresa del deprezzamento del dollaro vs euro innescando al tempo stesso il recupero delle materie prime.

Non a caso il comparto che ha contribuito maggiormente al recupero dei listini è stato proprio quello collegato alle materie prime. Al tempo stesso sono arrivati dati macro che hanno supportato il maggior ottimismo degli operatori: le richieste continuative di sussidi per la disoccupazione ai minimi da oltre 2 anni e l’indice della Fed di Filadelfia di novembre ben al di sopra delle attese. Nel frattempo Plosser, membro Fed votante dal prossimo anno, ha invitato a non considerare certo l’utilizzo totale del piano da 600Mld$.

Su questo tema segnaliamo che sta prendendo piede l’ipotesi di dirottamento del piano Fed verso tipologie di asset diverse dai Treasury come ad esempio i bond degli enti locali (Municipal Bonds) che negli ultimi giorni sono stati penalizzati a causa del timore di impatto negativo sulle entrate fiscali locali laddove fossero prorogati i tagli fiscali dell’amministrazione Bush in scadenza a fine anno.

Il governatore Bernanke, nel discorso che leggerà fra poco a Francoforte, ha difeso la decisione del QE2 dichiarando che le economie sono diventate molto interdipendenti. Pertanto saranno necessarie “innovative policy responses”.

Valute: il dollaro prosegue il deprezzamento verso euro mano a mano che aumenta la convinzione di un piano di salvataggio irlandese imminente. Il primo livello di resistenza nel breve si colloca a 1,3780/1,3830.

Lo yen si è deprezzato nei confronti dell’euro, con il cross salito in prossimità dell’area di resistenza 113,80-114. Il livello successivo significativo passa da 115,40. Verso dollaro il cross continua a restare al di sotto dell’area di resistenza 83,60-84. Lieve deprezzamento dello yuan cinese vs dollaro. Un quotidiano locale ha scritto che la Cina potrebbe aumentare nuovamente i tassi di riferimento nel corso della giornata, nel tentativo di combattere l’inflazione in aumento nel paese.

Materie Prime: il deprezzamento del dollaro vs euro ha favorito tutte le commodity dell’indice GSCI ad eccezione del gas naturale (-0,6%). Torna a salire il greggio Wti (+1,8%) con i prezzi tornati sopra gli 82$. Tra i metalli industriali il migliore è stato lo zinco (+3,4%). Bene i metalli preziosi, in particolare l’argento che è salito del 5,2%. Tra gli agricoli il migliore è stato lo zucchero (+6,4%) su timori circa la produzione indiana.

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