IRAQ, NONNA REPORTER MEDITA RIENTRO

11 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 11 apr – “Sono stanca di stare in Iraq. Sono stanca di affrontare tragedie, giorno dopo giorno. Questo Paese è pieno di problemi. Questo Paese non ha vie di scampo”. Un’analisi dura, cruda che lascia leggere tra le righe la volontà di tornare a casa, negli Stati Uniti. A firmarlo è Jane Stillwater, la nonna-reporter di 64 anni che da marzo ha lasciato i suoi nipoti e la sua casa a Berkeley, in California, per seguire le truppe americane e raccontare dalle pagine del suo blog – jpstillwater.blogspot.com – la verità su quello che succede in Iraq. L’accusa della signora, che si definisce una hippy, è arrivata oggi a conquistarsi addirittura la prima pagina del quotidiano londinese “The Times”. I resoconti della Stillwater hanno da subito colpito per la loro capacità di raccontare la vita in Iraq con più accuratezza e realismo di quanto fatto da giornalisti più famosi, più pagati e con una migliore formazione professionale. La storia di questa 64enne californiana ha dell’incredibile: lei stessa ha raccontato di essere andata avanti per un anno mangiando solo sandwich con burro di arachidi per poter risparmiare sul cibo e poter comprare così il biglietto necessario per partire alla volta dell’Iraq. Dopo un primo periodo in Kuwait, ha ottenuto il via libera per aggregarsi alle truppe americane, grazie anche all’aiuto del “Lone star iconoclast”, testata che l’ha assunta come giornalista, condizione indispensabile per seguire le unità militari americane. I suoi reportage si sono spesso distinti per le violente accuse al presidente statunitense George W. Bush. “L’obiettivo della mia vita è mandarlo in carcere”, ha scritto in un post di qualche tempo fa.