Iraq, la situazione peggiora: anche le big del petrolio se ne vanno

18 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Alcune delle principali compagnie petrolifere occidentali hanno dato l’ordine di evacuare a gran parte del proprio personale in Iraq. Lo afferma la Cnn che cita fonti della compagnia di Stato dell’Iraq. In particolare, sarebbe in corso una «massiccia evacuazione» dello staff della ExxonMobil, mentre Bp avrebbe già evacuato il 20% dei suoi.

Il presidente della Siria, Bashar al Assad, è oggi tornato ad accusare «l’Occidente» e altri Paesi di sostenere il «terrorismo» e di averlo fatto sviluppare, affermando – in apparente riferimento anche agli sviluppi in atto anche in Iraq – che questi stessi Paesi saranno poi colpiti dalla violenza jihadista come da un boomerang. Lo si apprende dall’agenzia ufficiale Sana, che cita un comunicato della presidenza siriana dopo l’incontro tra Assad e una delegazione nord-coreana a Damasco.

Il primo ministro britannico David Cameron ha annunciato che Londra aumenterà i fondi impiegati per aiuti umanitari in Iraq, passando da tre a cinque milioni di sterline, fondi destinati principalmente ai rifugiati in seguito alla crisi in corso nel Paese. Cameron ha quindi sottolineato come sia «vitale» che l’avanzata dell’Isis venga arginata dalle forze del governo iracheno. Mentre nel Regno Unito, ha aggiunto, i responsabili per la sicurezza, l’intelligence e le forze di polizia, stanno concentrando i propri sforzi sul pericolo relativo a cittadini britannici che viaggiano nella regione e, dopo un processo di radicalizzazione, rientrano nel Paese.

[ARTICLEIMAGE] Il ministro degli Esteri William Hague aveva già nelle scorse ore riferito di informazioni secondo cui potrebbero essere fino a 400 i cittadini britannici che si sono recati in Siria per combattere, compresi alcuni associati all’Isis. Il primo ministro David Cameron presiederà in giornata una riunione del consiglio di sicurezza nazionale il cui focus sarà proprio sui pericoli provenienti da ‘jihadisti britannicì.