IRAQ: IL MONDO SULL’ORLO DELLA RECESSIONE

24 Febbraio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Le tensioni sul fronte internazionale continueranno a incidere significativamente sull’economia globale nel 2004, in parte a causa della mancanza di diversificazione nelle economie mondiali.

Questa la convinzione alla base della decisione della banca d’affari Morgan Stanley di ridurre le previsioni sul Pil mondiale del 2003-04.

Le stime sulla crescita del Pil passano cosi’ dal +2,9% al +2,5% per il 2003 e dal +4% al +3,8% per il 2004.

Secondo il capo economista di Morgan, Steven Roach, “considerato che in questo momento gli Stati Uniti dominano l’economia mondiale e che, a differenza di dodici anni fa, manca la presenza di altri Paesi economicamente forti, una guerra USA-Iraq avrebbe un impatto maggiormente nocivo sull’economia globale di quanto ne ebbe la guerra del Golfo”.

“La revisione al ribasso per il 2003 ha l’effetto di trasformare una ripresa anemica dell’economia globale in un mondo sul ciglio della recessione”, ha sottolineato Roach.

L’esperto si aspetta inoltre che il prezzo del petrolio raggiungera’ i $40 al barile nel mese di marzo, ma se l’azione militare in Iraq avra’ successo, i prezzi torneranno a scendere, fino a riportarsi a quota $23 al barile entro la fine dell’anno.

“Cio’ porta le nostre previsioni sul prezzo del petrolio a una crescita del 15,6% nel 2003 – tre volte le precedenti stime di un +5,2%”, ha aggiunto Roach.

L’economista ha sottolineato inoltre che, oltre all’impennata dei prezzi del petrolio, una guerra con l’Iraq potrebbe scatenare nuovi attacchi terroristici, intensificare le tensioni tra israeliani e palestinesi, e causare diversi danni al popolo iracheno.