IPO: NON C’E’ SPAZIO PER I PROFITTI VELOCI

30 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il panorama delle offerte iniziali si e’ raffreddato e le matricole che riescono a vedere la luce del mercato non si avvicinano nemmeno lontanamente alle valutazioni d’inizio anno.

Gli investitori sono piu’ cauti e sperano che il titolo salga, anche modestamente, i primi giorni, tanto da guadagnare qualche punto percentuale.

Purtroppo i singoli investitori non sono spesso consapevoli di una penale che la banca sottoscrittrice l’offerta applica al broker nel caso in cui i titoli venissero venduti troppo presto.

Il broker, quindi – anche quando e’ chiaro che la matricola e’ destinata al fallimento – convince il cliente a mantenere le sue posizioni, adducendo come scusa la prospettiva di non ottenere altre offerte iniziali dalla banca.

L’investitore individuale decide pertanto di non vendere, quando invece i fondi comuni, i fondi pensione e gli hedge fund abbandonano la nave che affonda.

La banca toglie poi la penale sulla vendita ‘flip’ quando e’ troppo tardi per ricavare alcun profitto.

La penale per il ‘flip’ delle azioni sussiste anche per gli investitori istituzionali, ma le banche che sottoscrivono l’Ipo preferiscono chiudere un occhio che alienare i loro maggiori clienti.

Wall Street giustifica l’adozione della penale con la responsabilita’ della banca di proteggere le societa’ che porta sul mercato e il suo interesse a generare buoni risultati per assicurarsi offerte future e nemmeno l’organo di controllo di borsa Security and Exchange Commission vuole commentare sulla doppia pratica. L’unica regola e’ quella della trasparenza. Le banche, quindi, devono rendere noto l’adozione della penale.

L’investitore individuale pero’ non ha scelta; per assicurarsi un posto nel panorama delle Ipo, con la speranza di aggiudicarsi un titolo ‘caldo’ deve accettare piu’ o meno tutte le offerte che il broker gli propone, anche quelle destinate al fallimento.