IPO: NEL 2004 PREPARATEVI ALLA RISCOSSA

14 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Il 2003 sembra aver segnato una stabilizzazione nel declino degli IPO (Initial Public Offering) negli
Stati Uniti. Nell’anno che si e’ appena chiuso sono state concluse
84 offerte di collocamento in borsa, una in meno rispetto al 2002. Nel 2003 sono stati raccolti $16 miliardi,
contro i $25 dell’anno precedente. Mentre siamo ben al di sotto dei totali
degli anni d’oro 1999 e 2000, cioe’ quando si era nel pieno della bolla (una media di 500 IPO e $100 miliardi raccolti all’anno), tutti gli operatori concordano sul fatto che il peggio
e’ passato e le prospettive per il mercato degli IPO sono in ascesa.

Il risveglio degli IPO e’ avvenuto con qualche mese di ritardo rispetto al
recupero degli indici azionari. Nei primi mesi del 2003 infatti,
sono state completate solo 10 offerte. Il terzo trimestre ha visto 21
transazioni, mentre 53 societa’ si sono affacciate sul mercato per la prima
volta nell’ultimo trimestre ’03. Lo scorso mese di dicembre ha fatto la parte
del leone, con 24 transazioni. E’ stato il miglior mese per i collocamenti sulla borsa americana
dall’ottobre 2000, quando furono completate 27 operazioni.

In termini settoriali, le societa’ di assicurazione e le farmaceutiche sono
state le piu’ prolifiche, con 8 IPO a testa. Altri settori molto attivi
includono l’immobiliare, il finanziario e i trasporti. Il settore Internet, passato dalle stelle alle stalle alla velocita’ della
luce, sta incominciando a risollevare la testa: 5 societa’ dot.com si sono
quotate nel corso del 2003.

L’IPO piu’ grande in termini di capitalizzazione e’ stato quello di China Life Insurance (LFC), che ha completato
la sua offerta l’11 dicembre. La compagnia assicurativa ha raccolto poco piu’ di $3
miliardi, cifra impensabile negli ultimi due-tre anni, a maggior ragione per una
societa’ non-americana. Ad un’azienda cinese spetta anche il primato della
piu’ forte plusvalenza seguita al collocamento: le azioni di Ctrip.com International (CTRP) hanno
guadagnato quasi l’89% il primo giorno di contrattazioni il 9 dicembre.

In
termini statistici, i titoli di una societa’ che ha effettuato un IPO nel corso del 2003 hanno registrato in media un rialzo del 13% nel primo giorno di contrattazioni. Un guadagno che rispecchia
la ragionevolezza dei banchieri nel prezzare gli IPO, ma anche un sano
interesse da parte degli investitori nel sostenere il cosiddetto after-market.

Quali prospettive si presentano per l’anno che e’ appena incominciato? Il
risveglio degli IPO nella seconda meta’ dell’anno scorso fa ben sperare, ma
e’ necessario rimanere con i piedi per terra e non lasciarsi prendere da
facili entusiasmi. L’andamento dei collocamenti normalmente e’ correlato
positivamente con la performance dei principali indici azionari, che rappresentano
un’indicazione piu’ o meno diretta dell’interesse degli investitori
(istituzionali ma anche retail) per questi mercati. La robusta crescita del
Dow Jones e del Nasdaq nel 2003, e le ottimistiche previsioni degli analisti
per il 2004, indicano che la ripresa nel mercato degli IPO e’ credibile e
puo’ continuare nel corso di quest’anno. Non e’ impensabile chiudere l’anno
con 150-200 IPO completati, ed una raccolta complessiva di $30-40 miliardi.

A nostro avviso, comunque, gli investitori devono continuare a prestare
attenzione a diversi fattori:

* Cash Flow: una delle lezioni degli eccessi degli ultimi anni ’90 e’ stata tornare a considerare la solidita’ dell’azienda che vuole
quotarsi. Un track record positivo e la possibilita’ di generare cash flow a
sostegno delle attivita’ presenti e future e’ essenziale per qualsiasi tipo
di investitore.

* Liquidita’: gli IPO che non generano un minimo di liquidta’ del flottante
($25-50 milioni) tenderanno a venire penalizzati dagli investitori, che
continuano a premiare il fattore liquidita’.

* Il sindacato delle banche: alla luce degli ultimi scandali e dei conflitti
di interesse di analisti finanziari e delle banche, chi guida il gruppo di istituti incaricato di portare una societa’ al mercato e’ piu’ importante che
mai. Certe banche danno migliori garanzie di altre per quanto riguarda il
sostegno nell’after-market.

* Indipendenza degli analisti: anche se sono state prese drastiche
misure per eliminare o minimizzare il conflitto di interessi degli analisti,
il consiglio e’ di seguire molto attentamente le opinioni degli
analisti indipendenti, il cui numero e’ aumentato notevolmente negli ultimi
anni.

* Diversificazione: la scelta su quali IPO investire deve anche seguire
criteri di diversificazione del portafoglio, da un punto di vista sia
settoriale che geografico, prestando attenzione alle facili euforie dettate dalle
mode del momento (come potrebbero essere adesso le societa’ cinesi).

Riccardo Guglielmetti e’ CEO di Wall Street Italia.

__________________________________________

Che tu sia d’accordo o no, ti preghiamo di farci conoscere la tua opinione. I commenti migliori, redatti in forma di articolo, saranno selezionati e pubblicati su Wall Street Italia. Per scriverci utilizza il link Scrivi a WSI

__________________________________________

Per continuare a dibattere in diretta online questo tema iscriviti al Forum di Wall Street Italia. Se non sei gia’ registrato, utilizza il link FORUM