IPO: DA TITOLI CALDI A PATATE LESSE

29 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il panorama delle offerte iniziali non e’ mai stato cosi’ poco promettente dall’autunno del 1998, quando il mercato si raffreddo’ alla vigilia della crisi finanziaria russa.

Allora societa’ d’investimento quali Goldman Sachs (GS) decisero di postporre le offerte iniziali e di attendere la ripresa del mercato; ora la situazione potrebbe essere peggiore.

“Di solito il mercato e’ piuttosto frenetico da fine novembre a meta’ dicembre – commenta Irv DeGraw, professore di finanza all’Eckerd College – l’anno scorso ci sono stati 45 collocamenti dopo il giorno del Ringraziamento, quest’anno forse ce ne saranno meno della meta’”.

Dal primo ottobre sono infatti state annullate o rimandate ben 58 Ipo e le 49 che hanno visto la luce sono state offerte a prezzi ridotti.

Gli investitori hanno completamente dimenticato la frenesia dei primi mesi dell’anno quando un’offerta iniziale raddoppiava la sua valutazione nella prima giornata di contrattazioni e i banchieri d’investimento, per mantenere un flusso di nuove societa’ e l’interesse del pubblico, fissano i prezzi iniziali in modo tale da ottenere almeno un leggero aumento. Del resto, prima che i titoli Internet trasformassero il mercato delle Ipo, un guadagno del 10%-15% era considerato ideale.

Purtroppo anche a prezzi ridotti le nuove Ipo sono accolte dagli investitori come sopravvalutate e tutte e quattro le offerte della scorsa settimana hanno avuto poca fortuna, perdendo fino al 18% in un giorno.

Tra le offerte sottoscritte la scorsa settimana da Merrill Lynch, Alliance Fiber Optic Products (AFOP) che al prezzo iniziale di $11 e’ scesa dopo due giorni di contrattazioni a $8,50 e Imagic TV (IMTV) e’ passata da $11 a $6,75, con un calo del 39%.

Secondo il professor DeGraw, che e’ anche il direttore delle ricerche per WorldFinanceNet.com, il mercato delle offerte iniziali e’ stato debole per settimane, ma il panorama era mascherato dalla richiesta di titoli della biotecnologia, delle reti ottiche e dell’energia alternativa. Ora, pero’, anche questi pilastri sono crollati.