“Io, cacciato dalla Rai perchè non cedetti ai pressing di Fini”

12 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

“Fui cacciato dalla Rai perché mi opponevo a un contratto che non faceva gli interessi della Rai”. Lo dice Paolo Francia, direttore (in quota An) dei diritti sportivi Rai dal 1998 al 2004 e di Rai Sport dal giugno 2002 al novembre 2003, in un’intervista al Corriere della Sera puntando il dito contro l’allora leader di An Gianfranco Fini.

Francia ricostruisce i fatti parlando di “pressioni” ricevute “dallo stesso Fini o attraverso Guido Paglia”, allora referente di An a viale Mazzini, per accettare la richiesta “di un contratto quadriennale a 8,45 milioni l’anno per i diritti dei mondiali di sci: si trattava – ricorda Francia – della Mp Media Partners con ottime relazioni con An e con Fini in particolare. La società però perdeva, era di fatto sull’orlo del fallimento ma con un pesante contratto con la Federazione mondiale dello Sci”.

“La cifra – sottolinea Francia – era pazzesca. Respingo le richieste di Media partners anche sulla base delle indicazioni di quasi tutto il management Rai. Nel frattempo le pressioni su di me aumentano e comincia una campagna mediatica pro sci e a favore di Mp”.

L’ex direttore spiega che alla fine Mp ottenne il contratto grazie all’arrivo di Flavio Cattaneo alla direzione generale di viale Mazzini ma nel frattempo Francia venne cacciato. “La sera stessa della mia cacciata – racconta Francia – incontrai Fini allo stadio Olimpico e gli chiesi spiegazioni. Lui rispose ‘De minimis non curat praetor’.

Qualche tempo prima glielo avevo detto: ‘Guarda, se io mi comporto così è perché agisco nell’interesse della rai, faccio un favore ma anche a te e ad An. E così faccio quando respingo le insistenze di Salvatore Sottile, il tuo portavoce, per certe vallette’. Ma lui non mi rispondeva niente”.