Investitori tori sulle materie prime

12 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la settimana si è conclusa con un rialzo dei listini azionari ed un restringimento degli spread, sulla scia delle notizie provenienti dal consiglio europeo.

Continuano a salire i depositi presso la Bce, posizionandosi venerdì a 334,9 Mld€ da 310 del giorno prima.

Dopo un’iniziale accordo a 23, il patto intergovernativo che contempla sanzioni automatiche per i paesi che non rispettano il limite del 3% di deficit/Pil è stato esteso a tutti i paesi Ue ad eccezione della Gran Bretagna. Il testo finale del nuovo patto di bilancio è atteso essere ratificato entro il prossimo consiglio europeo di marzo 2012.

Diversi sono i punti da chiarire, il primo dei quali entro i prossimi 10 giorni inerente ai prestiti bilaterali per 200Mld€ che i paesi Ue si sono impegnati ad accordare al Fmi. In particolare occorrerà chiarire se i fondi arriveranno dagli stati o dalle banche centrali e più in particolare il meccanismo di assegnazione delle quote a ciascun paese.

L’agenzia di rating Moody’s ha dichiarato che il summit di venerdì non ha prodotto risultati significativi, lasciando l’area Euro esposta ad ulteriori rischi finanziari. Pertanto l’agenzia ha confermato di riesaminare i rating di tutti i paesi dell’Unione europea nel primo trimestre 2012.

Resta inoltre in sospeso ancora il giudizio di S&P che aveva dichiarato che dopo il summit dei leader Ue avrebbe preso una decisione sui rating dei paesi dell’area Euro.

Secondo quanto riportato da Reuters, la Cina sta lavorando alla creazione di un fondo di investimento da 300Mld$, suddiviso in un fondo destinato ad investimenti in Europa (Hua Ou) ed un altro destinato invece agli Usa (Hua Mei). Secondo la fonte di Reuters, il nuovo veicolo sarà basato a Shangai e potrebbe finanziarsi emettendo bond in yuan sul mercato domestico.

In Grecia continuano i colloqui con i principali rappresentanti del settore privato sui dettagli del piano di swap, mentre la Troika ha iniziato l’ispezione ad Atene che dovrebbe portare all’esborso della prossima tranche.

In Italia continuano le discussioni su possibili cambiamenti alla manovra presentata dal governo, che dovrebbe essere approvata prima di Natale.

In Francia oggi sono attese emissioni di titoli a breve termine per 6,5 Mld€ ed in Italia di Bot ad un anno per 7 Mld€.

Negli Usa la sessione di venerdì si è chiusa con tassi di mercato governativi in rialzo sulla parte a lunga sulla scia dell’andamento positivo dei listini azionari.

L’attenzione degli operatori tornerà a concentrarsi questa settimana sugli Usa dove, oltre ad un corposo flusso di dati macro, è in programma l’ultima riunione dell’anno della Fed. Dall’incontro non è attesa alcuna decisione di rilievo ma, secondo un articolo del New York Times, i membri del board potrebbero continuare a discutere sulla metodologia di comunicazione da adottare per fornire maggiore chiarezza e trasparenza sulle future decisioni di politica monetaria.

Secondo il quotidiano, infatti, la Fed starebbe considerando la possibilità di pubblicare, con cadenza regolare, le proprie stime sull’andamento futuro del tasso sui Fed Funds su un orizzonte temporale di 3 anni, allineandosi così ad un approccio già adottato da alcune banche centrali (Svezia e Norvegia in primis). Tale decisone potrebbe avere un largo consenso all’interno del board anche tra coloro che si sono opposti all’idea di un nuovo piano di acquisto di asset.

Valute: l’euro ha chiuso la settimana poco sotto quota 1,34 vs dollaro, in una sessione volatile dominata dalle notizie provenienti dalla riunione di Bruxelles. Stamane l’apertura negativa dei listini contribuisce a indebolire il cross a quota 1,33; resistenza di breve intorno a 1,3450, primo supporto a 1,32, sotto il quale non sarebbe più da escludere un ritracciamento verso area 1,30. Dai dati della Cftc si evince come gli speculatori abbiano leggermente ridotto le posizioni che puntano ad un apprezzamento del dollaro nei confronti della moneta unica.

Euro in lieve deprezzamento vs yen questa mattina sulla scia dell’euro/dollaro. Per questa settimana l’area di supporto più importante si colloca presso 103-102,50, le resistenze a 105 e 105,75. Poco volatile il dollaro/yen con supporto presso area 77 e resistenza a 78,10.

Stabile lo yuan cinese vs dollaro dopo che il surplus commerciale di novembre è risultato minore del previsto a causa del rialzo tendenziale oltre alle attese delle importazioni.

Materie Prime: venerdì le commodity hanno chiuso contrastate con piombo (+3%), argento (+2,2%) e nichel (+1,6%) tra i migliori dell’indice GSCI ER. I peggiori sono stati il gas naturale (-4%) e lo zucchero (-3%). Questa mattina si sta invece assistendo ad un lieve calo del greggio. Ribasso più marcato per i preziosi con l’oro sceso sotto soglia 1700$/oncia per la prima volta da novembre sulla scia dell’apprezzamento del dollaro.

I dati della Cftc mostrano che la scorsa settimana gli speculatori hanno leggermente aumentato le posizioni nette che puntano ad un rialzo delle commodity nel loro complesso, riducendo contestualmente l’esposizione sui prodotti agricoli a causa di attese di aumento della produzione mondiale.

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