Investitori italiani: troppo sicuri di sé, ma impreparati

23 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Gli investitori italiani, anche quelli più sofisticati e con patrimoni ingenti, non hanno la corretta conoscenza finanziaria e gli strumenti adeguati per poter affrontare il futuro e raggiungere i propri obiettivi di investimento. E’ questa la fotografia dei cosiddetti investitori affluent e High Net Worth scattata dall’indagine di Natixis Global Asset Management (NGAM) condotta a livello internazionale che ha coinvolto oltre 5.600 investitori di 14 paesi diversi, di cui ben 500 in Italia.

La ricerca di Natixis Global AM mette in evidenza il fatto che anche investitori con importanti patrimoni non hanno una chiara visione dei propri obiettivii, hanno spesso idee confuse su come investire nel lungo periodo e non hanno progetti e strumenti efficaci per far fronte alle necessità future. Emerge quindi l’importanza del ruolo del consulente finanziario non solo per un’adeguata comprensione dei rischi dei propri investimenti, ma per una corretta costruzione e diversificazione di portafoglio.

Italiani troppo sicuri di sé, ma poco preparati
Ben il 76% degli investitori italiani è sicuro di adottare un approccio adeguato per raggiungere i propri obiettivi previdenziali e per affrontare adeguatamente le necessità future dopo la vita lavorativa, ma tale sicurezza sembra non concretizzarsi in una corretta costruzione del proprio portafoglio. Uno su cinque crede di poter contare sulla previdenza di primo pilastro come fonte primaria. Quasi l’80% degli italiani, infatti, dichiara di avere una scarsa conoscenza nel campo degli investimenti, il 65% non ha obiettivi finanziari ben definiti e il 78% non ha una pianificazione finanziaria chiara per il futuro.

“I dati della ricerca ci mostrano che esiste ancora una distanza negli investitori italiani tra percezione e realtà – sottolinea Antonio Bottillo, Amministratore Delegato per l’Italia di Natixis Global Asset Management. Evidente, ad esempio, il gap che esiste tra quando gli italiani vorrebbero andare in pensione e quando effettivamente potranno farlo. La larga maggioranza (75%) vorrebbe ritirarsi prima dei 65 anni, ma solo il 37% crede che questo potrà effettivamente accadere”.

Scarsa attenzione agli investimenti
I dati della ricerca evidenziano come gli italiani non dedicano abbastanza tempo per seguire i propri investimenti. La larga maggioranza preferisce seguire con maggiore attenzione altre attività, come la scelta di grandi acquisti, l’organizzazione delle vacanze o i lavori di ristrutturazione dei propri immobili piuttosto che monitorare l’andamento del
proprio portafoglio.

Capire e gestire il rischio di portafoglio
Le crisi finanziarie degli ultimi anni e la volatilità che continua a caratterizzare i mercati rendono sempre più necessario comprendere, monitorare e gestire i rischi del proprio portafoglio. Eppure gli investitori italiani hanno ancora difficoltà a gestire il rischio. L’84% degli intervistati dichiara di comprendere bene il rischio dei propri investimenti, ma solo il 22% ha discusso con il proprio consulente i possibili impatti dell’andamento dei mercati sul proprio portafoglio.

Altri risultati della ricerca relativamente all’Italia:

– la maggioranza degli investitori italiani (59%) prevede di non variare la quota di
titoli italiani nel proprio portafoglio;

– gli italiani credono ancora nell’obbligazionario domestico: il 64% non intende variare il proprio portafoglio;

– nonostante la dichiarata necessità di crescita del capitale, 85% degli intervistati intende mantenere invariata (54%) o addirittura aumentare (31%) la quota di liquidità;

– la “casa” rimane sempre tra gli investimenti preferiti: quasi 7 investitori su 10 ritengono ancora che gli immobili siano da preferire ad azioni e obbligazioni;

– la quasi totalità degli intervistati (90%) si dichiara preoccupata dell’instabilità politica italiana.