Investitori italiani avversi al rischio ma vogliono rendimenti oltre il 9%

20 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Gli investitori italiani si confermano decisamente avversi al rischio, ma allo stesso tempo presentano alte, e poco realistiche, aspettative di rendimento. È la fotografia scattata da una ricerca condotta da Natixis Global Asset Management su 7.000 investitori di 17 paesi diversi, dei quali ben 500 in Italia.

Nella ricerca pubblicata oggi, emerge che in Italia gli investitori affermano di aver bisogno di rendimenti medi del 9,1% all’anno sopra l’inflazione, una cifra ben al di sopra dei rendimenti medi annuali dei mercati registrati negli ultimi cento anni. Una elevata, e storicamente non realistica. Non solo. Si tratta di un’aspettativa di guadagno che risulta in netto contrasto con il comportamento degli investitori e la loro consolidata avversione al rischio.

“Alla luce del buon andamento dei mercati finanziari negli ultimi tempi, gli investitori hanno una view positiva sui rendimenti ottenibili nel 2015” – ha affermato Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Global Asset Management.

“Tuttavia l’ottimismo può essere dannoso al successo degli investimenti e alla sicurezza finanziaria quando i risparmiatori hanno aspettative non realistiche o non hanno obiettivi ben definiti. Molti risparmiatori, infatti, non hanno ancora pianificato, non intendono assumersi dei rischi o non hanno una chiara comprensione del rischio di portafoglio”.

Nonostante le elevate aspettative, solo il 52% degli investitori italiani afferma di esser disposto ad assumersi più rischio rispetto a un anno fa, il 65% non ha obiettivi finanziari chiari e solo il 31% ha un piano finanziario per raggiungerli.

Un capito a parte è dedicato alla sicurezza previdenziale, che resta la priorità finanziaria a livello globale. Il 71% degli italiani intervistati (69% a livello globale) dichiara che la pensione è il primo focus degli investimenti e il 64% ritiene che la responsabilità per la propria sicurezza post-pensionamento stia ricadendo sempre più sugli individui. In Italia, il 45% (36% a livello globale) dichiara che le non sufficienti pensioni statali sono un problema per il proprio benessere finanziario dopo il pensionamento.

(mt-DaC)