INVESTIRE IN MATERIE PRIME

26 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Se qualcuno, sulla scia del ritorno di fiamma del petrolio, fosse alla ricerca dello strumento migliore per investire sull’oro nero senza fare ricorso ai derivati ( vedi future, Etf o certificati, tutti soggetti peraltro al meccanismo di rollover) o del modo per replicare le variazioni di due dei titoli azionari maggiormente influenzati dall’andamento del prezzo del barile, ossia Eni e la francese Total, senza acquistarne direttamente le azioni , farebbe bene a prestare attenzione all’indice settoriale europeo Dj Eurostoxx Oil&Gas.

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Questo indice, infatti, costituito da 17 aziende dell’area Euro operanti nel settore petrolifero ed energetico , per la composizione sbilanciata per tre quarti dell’intero paniere su due soli titoli, per l’appunto Total ed Eni ( il peso percentuale nell’indice della transalpina Total è del 49,76% mentre quello di Eni è del 25,40%) , nell’ultimo anno ha avuto un andamento pressoché identico a quello del petrolio e a quello riportato delle due azioni.
Investire sull’indice, per gli investitori italiani, è peraltro abbastanza semplice se non si ha la necessità di operare direttamente sui contratti future ( resi inaccessibili dalla quasi totalità delle piattaforme di trading).

Quotati in Borsa Italiana infatti, oltre agli Etf, agganciati tuttavia al più ampio e diversificato Dj Stoxx 600 Oil&Gas, sono disponibili diversi certificati di investimento che hanno come sottostante proprio il Dj Eurostoxx Oil&Gas. E tra i certificati, diverse sono le situazioni da seguire sul mercato. Tra le più interessanti si segnala un Butterfly emesso da Banca Aletti.

Questa tipologia di certificato, che deriva il suo nome dalla corrispondente strategia in opzioni, a sua volta ispirata alla farfalla che prende forma disegnando un grafico di payoff, consente di trarre profitto ( a scadenza ) indifferentemente sia dal rialzo che dal ribasso del sottostante a patto che l’indice, nei tre anni di durata prevista, si mantenga all’interno di un range di prezzo compreso tra il -40% e il +50% rispetto ai 309,14 punti iniziali.

Nella pratica, se tali limiti non verranno superati, il 31 ottobre 2011, al rimborso del capitale nominale si aggiungeranno le performance realizzate dall’indice private del segno. Ciò vuol dire che una variazione positiva o negativa del 20% produrrà sempre il rimborso di 120 euro. Qualora invece venga violata una delle barriere, si perderà la partecipazione nella direzione in cui si è verificato l’evento ma si potrà comunque contare sulla protezione del capitale: per semplicità se l’indice farà segnare in un qualsiasi giorno un’apertura inferiore ai 185,484 punti si perderà la partecipazione al ribasso e in caso di una rilevazione a scadenza dell’indice inferiore al livello iniziale verranno restituiti i 100 euro iniziali.

Nell’eventualità poi che il Dj Eurostoxx Oil&Gas vada ad infrangere sia il limite inferiore che quello superiore verrà restituito il solo capitale nominale. Con l’indice a 287 punti il certificato è quotato sul Sedex ad un prezzo di circa 100,40 euro ( ISIN IT0004410079 ).

In alternativa, per chi desidera solo replicare linearmente l’indice, Banca Imi quota sul Sedex un Benchmark ( ISIN IT0004224348 ) che consente senza alcuna opzione accessoria di seguire l’andamento dell’indice settoriale fino alla scadenza del 16 settembre 2011 mentre, sul segmento Cert-X di EuroTlx, è presente un Open End emesso da HVB, emittente del gruppo UniCredit ( ISIN DE000HV77634 ), che a differenza del Benchmark di Banca Imi non prevede alcuna scadenza.

Una scommessa di breve termine è rappresentata da un Bonus Cap di Bnp Paribas ( ISIN NL0006298838). Il certificato scadrà il prossimo 29 ottobre , quindi fra soli quattro mesi, e se l’indice non avrà perso nel frattempo il 40% del proprio valore si riceverà il rimborso dei 100 euro nominali maggiorati di un Bonus del 16,20%. Al momento il certificato è quotato sul Sedex a 113,50 euro e pertanto l’upside è pari al 2,37% ( 6,80% annualizzato ). Attenzione naturalmente all’eventualità che l’indice perda il 40% a partire dai 287 punti correnti nei prossimi quattro mesi: in tal caso infatti il rimborso del certificato verrebbe calcolato nella misura dei 100 euro diminuiti della performance negativa subita dall’indice settoriale calcolata dai 262,19 punti dello strike.

Hanno infine da poco terminato la fase di collocamento e saranno prossimamente quotati in Borsa Italiana due certificati a capitale protetto emessi da Banca Imi. I due Equity Protection con Cap ,della durata di quattro anni , si differenziano per il profilo di rischio rendimento . In particolare, la prima emissione garantirà a scadenza la restituzione del capitale nominale e al rialzo riconoscerà interamente le performance realizzate dall’indice fino ad un tetto massimo di rendimento del 28%. Il secondo certificato invece proteggerà solo l’80% del nominale, ma al rialzo riconoscerà una partecipazione in leva del 150% ( calcolata però a partire dagli 80 euro protetti) fino ad un tetto massimo di rendimento del 50%.

In tutti i casi, fatta eccezione per i Benchmark lineari, va specificato che per beneficiare della protezione del capitale, della leva o del ribaltamento in positivo delle perdite dell’indice, occorre rinunciare al flusso dividendi che l’indice promette di distribuire. Secondo le stime, riviste al ribasso, il dividend yield è quantificabile in un 5% annuo.

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