INVESTIRE IN DOLLARI CONVERRA’ ANCORA, MA NON PER MOLTO

8 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Con ogni probabilita’ gli investitori continueranno anche all’inizio del 2010 ad approfittare del dollaro debole per comprare asset ad alto rischio, ma cosi’ facendo rischiano alla lunga di pagare a caro prezzo i loro investimenti.

Le cosiddette operazioni di “carry trade”, ovvero concedere in prestito valute ad un basso tasso di interesse per comprare con i soldi ottenuti asset ad alto rendimento come azioni e commodity, hanno contribuito al rally della Borsa Usa, che nel 2009 ha guadagnato oltre il 20%.

Salvo un cambiamento drastico nella strategia di politica monetaria della Federal Reserce, il trend e’ destinato a continuare anche nella prima meta’ del 2010, a prescindere da quanto potrebbe accadere una volta che i tassi di interesse aumenteranno e le operazioni si ridurranno.

Il dollaro, secondo Dan Katzive, currency strategist di Credit Suisse, “continuera’ ad essere utilizzato come fonte di finanziamento nell’equazione del carry trade, operazione che regalera’ ancora soddisfazioni come strategia di investimento nel mercato valutario, in quanto l’appetito verso il rischio dovrebbe rimanere ancora relativamente alto”.

Molti analisti sostengono che l’azionario si manterra’ ancora su livelli sostenuti nonostante il rimbalzo del 60% messo a segno dai minimi di 12 anni toccati a inizio marzo. Tuttavia desta preoccupazioni il fatto che la Federal Reserve, prima o poi nel corso di quest’anno, dovra’ iniziare ad alzare i tassi di interesse con l’obiettivo di controllare la crescita e sostenere la valuta americana.

Il tasso sui fed funds si trova sui minimi storici dello 0.14%, il che significa che alle banche non costa quasi nulla dare denaro in prestito. Allo stesso tempo e’ vero che ultimamente il biglietto verde si e’ gradualemente rafforzato, ma rimane su minimi importanti se lo si confronta con le altre valute.

Il timore e’ che gi investitori che hanno comprato durante la fase di carry trade sul dollaro inizieranno a ricoprire le loro posizioni.

“Il carry trade sul dollaro e’ passato dall’essere l’operazione di scambio principale nella seconda parte dell’anno scorso a essere un investimento molto piu’ rischioso negli ultimi tempi”, ha dichiarato Nick Colas, chief market strategist di ConvergEx Group, secondo cui l’operazione potrebbe ancora dare buoni frutti ma si basa su una serie di presupposizioni che non coincidono piu’ con il consenso unanime”.

In generale a detta della maggior parte degli analisti, gli investori dovrebbero puntare sulla diversificazione, con il 70% dei portafogli che si stanno riempiendo di azioni a grande capitalizzazine ed alta qualita’ come Johnson & Johnson e Wal-Mart e nessuna banca, e con il restante 30% che preferisce invece scommettere sulla volatilita’.

Siccome prevede che i mercati guadagneranno terreno prima che il numero di operazioni di carry trade diminuisca bruscamente, Colas consiglia agli investitori di puntare su fondi di investimento ETF che capitalizzano sull’andamento di settore scelti, tra cui gli industriali e i tecnologici.

Secondo l’analista di Credit Suisse un dollaro debole dovrebbe essere una buona scommessa anche se la Fed dovesse alzare i tassi in maniera significativa nel 2010.