INVESTIMENTO ONLINE: LA CRESCITA CONTINUA

12 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

L’attivita’ di compravendita mobiliare si e’ ridotta del 68% rispetto ai massimi di marzo dell’anno scorso, ma il numero dei ‘conti’ online continua a crescere, sebbene a un tasso piu’ ridotto.

Secondo la banca d’affari J.P. Morgan, alla fine del primo trimestre 2001 si contavano 20,5 milioni di portafogli gestiti online contro i 15,9 milioni dell’anno scorso, pari a un incremento del 29%. L’aumento dai primi tre mesi del 2000 rispetto al 1999 era stato dell’85%.

Nel primo trimestre Charles Schwab (SCH – Nyse), il principale broker online, non ha registrato alcun rialzo netto dei conti attivi – sono stati aperti 119.000 nuovi conti, ma altrettanti sono diventati inattivi – ma sui 12 mesi ha registrato un aumento netto di 600.000 conti.

“Il mercato e’ in crescita”, ha commentato John Michael della divisione di brokeraggio su Internet di Merrill Lynch.

“Cio’ che e’ mutato rispetto al passato e’ l’atteggiamento degli investitori che sono diventati piu’ conservatori e mostrano un maggiore interesse nel diversificare i loro portafogli”, ha aggiunto Joshua Rymer di Schwab.

I broker online, quindi si stanno adeguando al mutamento e stanno ampliando i loro servizi; le societa’ che si affidavano solo a Internet, ad esempio, offrono ora la possibilita’ di contattare broker in carne e ossa e o aprono uffici per rendersi piu’ accessibili a un pubblico piu’ ampio.

Nel frattempo le societa’ di brokeraggio tradizionali stanno incrementando la propria posizione online.

L’investimento online si e’ andato evolvendo ad ondate nell’arco di cinque anni. I primi servizi Web erano poco piu’ di un modulo per eseguire gli scambi e la prima competizione tra le societa’ -sulle commissioni – ha fatto scendere i costi da centinaia di dollari a $10.

Dopo la stabilizzazione delle commissioni nel 1999 gli investitori – nel mezzo del mercato ‘toro’ e della bolla di Internet – hanno iniziato a richiedere servizi piu’ sofisticati e le societa’ di brokeraggio hanno cercato di tenere il passo offrendo accesso alle IPO e agli scambi del dopo-borsa.

“All’inizio dell’anno scorso l’industria era in pieno sviluppo”, ha commentato Gregory Smith di J.P. Morgan, “il crollo del mercato ha rallentato il tutto significativamente”.

“Ogni volta che il mercato va in ribasso gli investitori cercano consulenza”, ha ricordato Jaime Punishill di Forrester Research, “tutti hanno bisogno di aiuto quando la situazione diventa piu’ complessa”.

I broker online, sono quindi diventati diretti concorrenti delle tradizionali societa’ mobiliari, aggiungendo servizi per la pianificazione finanziaria e l’investimento a lungo termine.

Secondo Punishill la concorrenza tra i due gruppi si sarebbe sviluppata comunque – anche senza il crollo del mercato – per accaparrarsi il grosso degli investitori.
L’analista calcola che quasi il 90% dei nuovi conti online derivi da investitori ordinari.

Un’area dove i broker online preferiscono non spingersi – lasciando quindi spazio alle operazioni online delle societa’ tradizionali quali Merrill Lynch (MER – Nyse) – e’ quella dei consigli per gli acquisti.

I regolamenti di borsa richiedono che le societa’ mobiliari conoscano le risorse finanziarie e la tolleranza al rischio dei propri clienti prima di suggerire azioni specifiche, pena multe per la violazione e il rischio di dover pagare i danni agli investitori.

Molte societa’ quindi ampliano le loro operazioni per raggiungere gli investitori individuali – E*Trade Group (ET – Nyse) ad esempio ha aperto un enorme centro a NewYork che comprende stazioni per gli scambi, ristorante e negozio di souvenir, e intende aprire altri 20 centri minori in tutta America.

Per far fronte pero’ al calo del volume delle contrattazioni le societa’ di brokeraggio hanno fatto calare la scure su altre aree. CSFB direct, che ha aperto un centro di scambi a New York e prevede di raggiungere quota 20 per l’inizio del 2002, ha infatti quest’anno ridotto del 23% il personale.

Mentre i broker online si rivolgono agli investitori che hanno meno familiarita’ con Internet – il centro di CSFB direct ha raccolto dall’apertura circa $1 milione al giorno, raggiungendo alla fine del primo trimestre un capitale di $17,9 miliardi – le societa’ tradizionali si ampliano su Internet.

Oltre un quarto dei clienti di Merrill Lynch, ad esempio, utilizza almeno parzialmente il sito Web per le contrattazioni e la fuga di clienti sembra essere terminata.

“Si parla di clienti online che ritornano ai servizi tradizionali”, ha commentato Gregory Smith di J.P. Morgan, “ma non c’e’ alcuna evidenza di una fuga in massa”.

Nonostante la ricerca di nuovi clienti, poi, i broker online possono sempre contare su una base di day trader, molti dei quali sono rimasti imperterriti nonostante il crollo del mercato.