Investimenti: puntare sui “Next 11”, Cina e Brasile di domani

19 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Da una decina di anni il Perù è passato dall’essere uno Stato vicino al fallimento ad una stabile democrazia con uno dei maggiori tassi di crescita economica al mondo. Il Fondo Monetario Internazionale si aspetta che i mercati emergenti cresceranno di almeno tre volte rispetto ai Paesi sviluppati.

Secondo Jerry Haar, presidente della business school dell’Universita’ Florida International di Miami, “la parte bassa della piramide dell’economia sta scoprendo banche, carte di credito e tutto cio’ che sono le gioie del capitalismo”. Secondo James Harmon, investitore americano, adesso e’ il momento di scommettere su questi mercati emergenti “di frontiera”. Ma e’ uno dei pochi a pensarla in questo modo: molti non vi danno peso e pertanto Harmon vuole approfittare di questa noncuranza per trarne proprio vantaggio, sfruttando il potenziale che altri non vedono.

A settembre, un gruppo di strategist di Goldman Sachs guidati da Timothy Moe ha previsto che nei prossimi 20 anni vedremo il totale del patrimonio netto dei mercati soprannominati N-11 (Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Corea del Sud, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia e Vietnam) passare da $14 miliardi a $80 miliardi, un cambiamento che portera’ ad un terreno estramente fertile, ideale per gli investimenti negli Stati in via di sviluppo. “Nelle nazioni emergenti c’è stato un punto di svolta in cui ho realizzato di poter fare molti soldi come azionista” ha spiegato Harmon. Secondo Goldman nel 21esimo secolo finiranno per poter fare concorrenza al G-7 a livello di influenza economica.

I mercati in via di sviluppo hanno avuto una spinta dalla crescita della Cina e delle sue importazioni di cibo e materiale grezzo. Le Filippine, il Bangladesh e il Peru’ sono dipendenti in modo particolare dalla Cina per la loro crescita anche se Mark Mobius, il capo di Templeton Asset Management a Singapore, dice: “I mercati emergenti stanno diventando indipendenti nella maggior parte dei casi come risultato di una grande consumo nei mercati domestici”.

Il Peru’ e’ dunque solo uno degli Stati “di frontiera” in cui converra’ investire nei prossimi anni. Altri Paesi che stanno registrando un boom sono il Pakistan, il Ghana, l’Egitto, il Bahrain, il Libano. Gia’ nel 2005 Goldman Sachs, dopo aver classificato il Brasile, la Russia, l’India e la Cina sotto il nome di “BRIC”, ha introdotto I “Next 11” (N-11) includendovi il Bagladesh, Egitto, Indonesia,Iran, Korea, Mexico, Nigria, Pakistan, Filippine, Turchia, Vietnam.

Un esempio di Paese emergente di frontiera e’ rappresentato dal Ghana, stato democratico dell’Africa con una popolazione di 23 milioni di persone. E’ una delle economie che stanno crescendo piu’ in fretta. Cinquant’anni fa la nazione africana e la Corea del Sud avevano lo stesso tipo di economia. L’ultima e’ ora 25 volte piu’ grande della sua controparte sudsahariana. Seul e’ adesso la 15esima economia mondiale ma Harmon e’ molto scettico a riguardo: secondo lui e’ una crescita che porta a tutto tranne che allo status di mercato industrializzato.

James Harmon vede invece nei mercati “Next 11” un alto potenziale di investimento e un astuto investitore, invece di non dare peso all’avanzamento di tali economie, dovrebbe approfittarne e cercare nuove opportunita’ facendo attenzione a saper distinguere una crescita di breve termine da una di lunga durata.