INVESTIMENTI: PILLOLE AMARE? FORSE UN PO’ DI ZUCCHERO PUO’ AIUTARE

6 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
reg. n.16190 della Consob. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
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(WSI)- Tassi di interesse: : in area Euro i tassi sul tratto a due anni sono rimasti pressoché stabili, mentre sono scesi sul tratto decennale arrivando in prossimità del supporto del 3%, soglia sotto cui è andato in mattinata. Di conseguenza lo spread sul 2-10 anni è sceso a 184 pb da 196. In forte calo i listini azionari che hanno registrato perdite anche superiori al 5%.Come nelle attese la riunione della BoE e Bce si è conclusa con un taglio dei tassi da 50 pb, rispettivamente allo 0,5% e 1,5%. La BoE ha anche annunciato l’adozione di un programma di quantitative easing per un massimo di 150 Mld£, di cui 50 Mld£ destinati all’acquisto di commercial paper e corporate bond, mentre i rimanenti per l’acquisto di Gilt. Nei prossimi tre mesi saranno utilizzati 75 Mld£ per l’acquisto di asset, di cui la maggior parte Gilt.

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Trichet ha confermato che la Bce sta studiando misure alternative al taglio dei tassi, senza però dare alcuna indicazione precisa. A tale proposito il capo della Bce ha precisato che l’allargamento della tipologia di collaterale accettato rientra già nella categoria di misure non convenzionali. Trichet ha aggiunto che per tutto il 2009 nelle operazioni di rifinanziamento la Bce continuerà a soddisfare tutte le richieste senza alcun limite. Ha lasciato infine le porte aperte ad ulteriori tagli dei tassi, confermando pertanto la nostra attesa di tassi all’1% entro il semestre in corso. Lo staff della Bce ha ridotto drasticamente le stime di crescita ed inflazione. In particolare per quest’anno il valore medio del range indicherebbe un calo della crescita del 2,7% dal -0,5% stimato in precedenza, mentre per il 2010 la crescita è attesa nulla a fronte di un precedente +1%.

Relativamente all’inflazione quest’anno è atteso un tasso dello 0,4% dal precedente +1,4% e nel 2010 dell’1% dall’1,8%. Ieri è stato anche pubblicato il dato finale dl Pil del quarto trimestre che ha confermato il calo dell’1,5% t/t della prima lettura. Il calo è da attribuire soprattutto al contributo negativo di investimenti ed esportazioni nette. Il 2008 dovrebbe così concludersi con una crescita media dello 0,7%. Oggi l’attenzione degli operatori sarà rivolta ai dati sul mercato del lavoro Usa. Sul decennale il supporto passa per 2,90%. Negli Usa tassi di mercato in calo soprattutto sul segmento decennale, sulla scia anche di un marcato ridimensionamento delle aspettative di inflazione misurate in via di approssimazione dalle breakeven dei Tips.

Il ribasso dei tassi ha fatto seguito anche al pesante calo dei mercati azionari: l’indice S&P500 ha segnato il nuovo minimo dal 1996, penalizzato in modo marcato ancora dal comparto finanziario, dopo che lo scorso mercoledì Moody’s ha portato a negativo l’outlook su JpMorgan dichiarando di aver messo sotto osservazione anche il rating di Wells Fargo e Bank of America. Per la prima volta nella sua storia il titolo Citigroup è andato sotto un Dollaro, chiudendo a 1,02, raggiungendo un nuovo minimo storico in termini di capitalizzazione pari a circa 5,5Mld$. In forte calo anche General Motors per la quale l’ipotesi di amministrazione controllata è stata implicitamente presa in considerazione anche dai propri revisori. Sul fronte macro si registra il nuovo record del tasso di morosità sui mutui nel quarto trimestre, pari a 7,9%. Nel frattempo il tesoro Usa ha reso noto che la prossima settimana emetterà 63Mld$ di Treasury, dopo i 94Mld$ della scorsa settimana. In questo contesto, diversi esponenti della Fed hanno avvertito che il dato sul mercato del lavoro di oggi potrebbero essere particolarmente negativi.

Le attese son per perdite di posti di lavoro oltre le 600.000 unità, nel qual caso si tratterebbe del nuovo record storico. Nel breve, è stata confermata la tenuta della resistenza a quota 3,05% sul decennale, con possibilità nei prossimi giorni di tornare in prossimità del 2,5%. Dopo la decisione della BoE di ieri, l’avvicinarsi del meeting Fed del 18 marzo potrebbe alimentare attese di quantitative easing anche negli Usa, favorendo per tale via la discesa dei tassi a lungo termine.

Valute: Dollaro in marcato deprezzamento questa mattina verso Euro dopo l’acuirsi dei timori in merito all’efficacia degli innumerevoli piani posti in essere dall’amministrazione Obama e dalla Fed. La tenuta del supporto in area 1,25 propone nel breve la prima resistenza compresa nel range 1,2750-1,28. Le forti tensioni sui mercati finanziari ripropongono il tema dell’apprezzamento dello Yen, in particolare verso Dollaro. Il cross è tornato in prossimità di 97,50 dopo essere giunto poco al di sotto di 100. Per oggi il supporto si colloca a 96,90. In apprezzamento anche verso Euro con il cross incapace al momento di salire oltre la resistenza 126. Supporto a 121,75.

Materie prime: giornata nervosa per le materie prime con il greggio Wti tornato a calare dopo il mancato annuncio di misure addizionali a sostegno dell’economia cinese. Male anche i metalli industriali ad eccezione di zinco (+1,6%) e piombo (+0,2%). Tra gli agricoli in forte calo lo zucchero (-3,2%) penalizzato dal pessimo andamento del petrolio. Infine tornano a beneficiare delle turbolenze i metalli preziosi. L’oro ha guadagnato il 2,3% mentre l’argento l’1,6%.

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