Intesa: svalutazioni per 10,2 miliardi

15 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Intesa Sanpaolo chiude il 2011 in rosso, causa l’impatto di svalutazioni, definite “fortemente prudenziali” per un valore di 10,23 miliardi di euro. L’istituto dichiara che si tratta di operazioni carta contro carta con impatto solo sulle scritture contabili e “nessun riflesso su cash flow, liquidità, solidità, coefficienti patrimoniali e redditività prospettica”.

Precisamente, la perdita netta accusata dalla banca è stata pari a 8,19 miliardi di euro rispetto all’utile di 2,7 miliardi del 2010. Al netto delle svalutazioni, l’utile è stato comunque in flessione, a 1.930 milioni (-17,1% su base annuale).

I proventi operativi netti si sono attestati a 16.785 milioni, in crescita +1,5%. La banca proporrà all’assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo di 0,05 euro per le azioni ordinarie e per quelle di risparmio.

Nel comunicato diffuso, si legge comunque che gli obiettivi quantitativi del piano d’impresa 2011-2013/2015 dovranno essere rivisti. “Alla luce della negativa evoluzione dei mercati e delle attese di decrescita dell`economia italiana, gli obiettivi quantitativi del gruppo indicati nel piano richiedono una revisione – pur rimanendo confermata la capacità reddituale e di generazione di valore nel medio-lungo periodo ed essendo già state avviate iniziative gestionali volte a compensare il peggioramento dello scenario macroeconomico – che potrà essere effettuata non appena i mercati finanziari si saranno stabilizzati”, si legge nel comunicato.

Resta comunque “fermo” l`obiettivo del 10% di Core Tier 1 ratio e, a partire dal 2012, di Common Equity ratio Basilea III pro-forma nonché quello di un coefficiente Eba superiore al 9%, “a fronte dell`impegno a distribuire nell`orizzonte temporale del piano un dividendo per azione in contanti non inferiore a quello corrisposto a valere sull`esercizio 2011”.

LA PERFORMANCE DEL TITOLO A PIAZZA AFFARI

Il titolo reagisce alla pubblicazione dei conti con un rialzo +1,80% a 1,525 euro. Riguardo alla sua performance, il massimo in un anno è stato testato l’8 febbraio a 1,65 euro, mentre il minimo – sempre di un anno – è stato toccato un mese prima, il 9 gennaio del 2012, a 1,093 euro.

Negli ultimi sei mesi il titolo è salito +59,96%, mentre nell’ultimo mese ha fatto +2,90%. Su base annua la performance rimane negativa: -31,23% (dati Borsa Italiana).