INTESA SANPAOLO NEL MIRINO ANCHE DELLA LEGA

1 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

“Banca Intesa Sanpaolo ha rifiutato di emettere i bond governativi riservati perché ritenuti troppo cari (all`8,25), salvo poi emettere dei propri bond all`8,36. Complimenti per la sensibilità dimostrata per il `costo marginale`, che però testimonia come la scelta fatta non sia stata di certo legata al costo, ma ad una politica del dare o non dare alle imprese. E la loro scelta mi sembra evidente”. Lo afferma Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

“Una politica di questo genere, che va dall`ingegner Zaleski al presidente Bazoli, notoriamente entrambi `dediti alle opere di bene` – aggiunge Calderoli – non potrà che fare bene ai conti dell`impresa, ma certamente non a quelli delle imprese. Una politica dallo `Zero virgola` alla Zeta: e forse la prossima volta toccherà a Zorro…”.

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Nel frattempo, il vice presidente di Confindustria Alberto Bombassei non entra nella polemica innescata dal ‘no’ di UniCredit e Intesa Sanpaolo ai cosiddetti Tremonti bond. “E’ una diatriba tra governo e banche” ha commentato Bombassei all’uscita dal convegno a porte chiuse organizzato a Milano dalla Fondazione Centesimus Annus, che vedeva tra i relatori anche l’ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. Bombassei ha riferito che il banchiere ha toccato anche questo tema, dopo che ieri il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha accusato le banche che hanno rinunciato ai bond governativi di non voler sostenere le imprese.

“Passera ovviamente non è d’accordo con quello che ha detto il ministro. Secondo il ministro sono soldi che dovrebbero andare alle imprese. Secondo la banche dire ‘no’ ai Tremonti bond è un atto virtuso perchè così non si toccano fondi pubblici”, ha dichiarato il vice presidente di Confindustria. “Dal punto di vista delle imprese – ha proseguito Bombassei – credo che ci siano dei mezzi a disposizione. Tante banche hanno disponibilità che spesso non vengono usate e poi c’è il problema delle piccole imprese a cui non vengono dati affidamenti perchè in alcuni casi hanno situazioni poco tranquille e poco sicure. Sono due aspetti della stessa realtà. E’ difficile dire chi ha veramente ragione”.

Per Confidunstria, dunque, “ben vengano gli affidamenti, perchè le imprese ne hanno veramente bisogno. Però è vero – ha aggiunto Bombassei – che se i banchieri fanno bene il loro lavoro poi devono essere sicuri di riportare quesi soldi a casa”. Passera, al termine dell’incontro, non ha rilasciato dichiarazioni.