Intesa: balzo prestiti a rischio. Anche per Unicredit

3 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Intesa SanPaolo vola dopo la comunicazione dei risultati di bilancio, che hanno messo in evidenza un calo degli utili netti inferiori alle attese. Il balzo delle quotazioni dell’istituto è da attribuire principalmente alla buona performance che il settore finanziario registra oggi e al rimbalzo tecnico del Ftse Mib.

In un articolo, il Wall Street Journal mette in evidenza che la banca italiana ha assistito, d’altronde, anche a un aumento degli accantonamenti per far fronte alle perdite sui prestiti erogati e a un fatturato più basso rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Precisamente, nel secondo trimestre del 2012, gli utili netti della banca sono scesi -37%, a 470 milioni di euro, in flessione rispetto ai 741 milioni dello stesso periodo dello scorso anno (su base trimestrale, ribasso è stato -41,5%), Il risultato è stato superiore alle attese, con gli analisti di Dow Jones Newswires che avevano stimato un valore a 273 milioni di euro.

Gli accantonamenti per le perdite sui prestiti sono saliti a 2,1 miliardi di euro nel corso dell’intero primo semestre, in crescita +37% rispetto rispetto al primo semestre del 2011, complice l’aumento dei prestiti a rischio, in salita +20%. I prestiti a rischio sono aumentati anche nel caso di Unicredit (leggi bilancio sotto).

Intesa ha comunque reso noto che il Core Tier 1, importante parametro della solidità finanziaria delle banche, è stato pari al 10,7%, rispetto al 10,5% della fine di marzo: si tratta di uno dei valori più alti in Italia. In flessione i profitti legati alle operazioni di trading, pari a 161 milioni, incluso il guadagno di 94 milioni legato alla vendita della partecipazione nel London Stock Exchange: nello stesso periodo dell’anno precedente, gli stessi profitti erano stati decisamente superiori, pari a 541 milioni di euro.

Il titolo ha perso -22% dall’inizio del 2012, sottoperformando il settore bancario europeo. “I numeri in generale sono debole ma sono in linea con le attese vista la situazione economica – ha commentato a Reuters Alberto Cordara, analista presso Bank of America-Merrill Lynch – L’unico aspetto positivo è la solidità del capitale, che però devono migliorare ancora”. Intesa, ricorda Reuters, ha la più alta esposizione ai bond italiani, per un valore di quasi 80 miliardi di euro.

Riguardo a Unicredit, gli utili netti hanno deluso le stime del consensus: anche in questo caso, sono aumentati gli accantonamenti per i bad loans, in un contesto in cui l’economia continua a indebolirsi.

Nel secondo trimestre del 2012 l’istituto di Piazza Cordusio ha riportato utili netti per 169 milioni euro, in calo -67% su base annua e per un valore decisamente inferiore ai 302 milioni di euro attesi dal consensus, stando a quanto riporta Reuters. Il Core Tier 1 ratio è salito alla fine di giugno al 10,4%. Gli accantonamenti per far fronte alle perdite sui prestiti sono saliti nel secondo trimestre a 1,9 miliardi di euro, con 37% su base trimestrale e +65% su base annua.

Dall’inizio del 2012, le quotazioni di Unicredit hanno perso -35%.