INTERNET, LA TRUFFA DEI DIALER

29 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Frode informatica. Con con quest’accusa sono stati rinviati a giudizio i rappresentanti legali di 20 società informatiche accusate di truffare ignari cittadini che si collegavano a Internet. L’indagine, partita da Imperia aveva preso avvio nel marzo del 2003, grazie alle denunce di utenti della Rete che si erano visti fatturare cifre astronomiche per collegamenti a Internet.

Le modalità dell’illecito consistevano nell’attivazione di software, battezzati “dialer”, ossia software che eliminano la normale connessione telefonica e la dirottano su un numero di gran lunga più costoso. Il tutto avveniva a insaputa e contro la volontà dell’utente. Il telefono tramite il “dialer” veniva collegato a linee internazionali a valore aggiunto: quelle con prefisso 709 o 899, utenze satelittari e internazionali, con costi al minuto che toccavano la soglia dei 10 euro.

Nella sola provincia di Imperia erano state accertate 1.000 truffe, in 12 mesi, con importi a volte superiori ai 1.000 euro a persona. A livello nazionale si tratta della prima volta che un’attività investigativa del genere approda a giudizio.

Gli agenti della polizia postale hanno monitorato più di 800 siti e oltre 600 tabulati informatici. “Determinante, nel ricostruire i meccanismi della frode e individuare i colpevoli – ha dichiarato l’ispettore Ivan Bracco, comandante della polizia postale di Imperia – è stata la preziosa collaborazione dei cittadini che da truffati, in processo, compariranno come testimoni chiave della vicenda”.

“Va anche detto – ha aggiunto Ivan Bracco – che se gli indagati sono stati direttamente rinviati al processo, è solo perché la legge consente, per questo reato, la possibilità del pubblico ministero di saltare l’udienza preliminare”.

Nel corso dell’operazione, che ha toccato Liguria,
Umbria, Campania, Lombardia, Lazio, Calabria e Marche, i poliziotti hanno elevato sanzioni amministrative per circa 750.000 euro.

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