Intermonte SIM: gli scenari sui mercati principali entro fine anno

7 Novembre 2018, di Redazione Wall Street Italia

Sul mercato secondario italiano continua la fase di stabilizzazione dello spread poco sotto i 300 punti base con l’open interest sul Btp future decennale che continua a salire (dati allo scorso lunedì). L’iter del confronto con la commissione europea appare sempre più orientato verso l’ipotesi di procedura di infrazione che però formalmente avrebbe tempi non brevi ed inoltre comporterebbe di fatto una maggiore presenza della Commissione stessa, soprattutto nel caso in cui la procedura avesse ad oggetto il debito.

A segnalarlo è Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, secondo cui questi fattori potrebbero di fatto consentire un cambio del focus degli operatori con il tema Italia che per fine anno potrebbe passare in secondo piano, a meno forse di qualche lieve turbolenza nella giornata del 21 novembre, quando la Commissione annuncerà la sua raccomandazione dopo la risposta del governo italiano entro il 13 novembre.

Di fatto lo spread potrebbe gradualmente riposizionarsi entro fine anno verso i 250pb entro fine anno, in vista anche di una progressiva marcata riduzione delle emissioni governative. L’eventualità di spingersi anche sotto tale livello dipenderà a sua volta dalla possibilità concreta dell’annuncio di una TLTRO da parte della BCE già nella riunione del 13 dicembre, ipotesi quest’ultima che al momento appare condizionata al tenore dei dati macro che arriveranno nelle prossime settimane relativamente al quarto trimestre. Un primo dato importante a tal proposito sarà quello sul PIL tedesco del terzo trimestre che sarà pubblicato il 14 novembre alle 8 ora italiana

Intanto negli Stati Uniti le elezioni di medio termine hanno di fatto confermato lo scenario prospettato come più probabile dai sondaggi e di fatto molto frequente nella storia politica Usa. La Camera è passata ai democratici mentre al Sentato Trump è riuscito a strappare qualche seggio di vantaggio in più rispetto allo stato attuale.

Di fatto in questo modo le scelte in tema di politica interna saranno verosimilmente più mediate dalla maggioranza dei democratici alla Camera. Possibile inoltre che i toni di politica estera di Trump si ammorbidiscano soprattutto con la Cina in vista del vertice con il presidente XI Jinping a fine novembre

L’impatto sui mercati si sta sostanziando in un dollaro più debole e tassi in marcato calo, preceduti dall’ottima asta sul comparto decennale come prima accennato.

Al di là della reazione di breve termine, Intermonte SIM ha fatto un riepilogo dello scenario sulle principali variabili entro fine anno.

EUR USD: possibile nel breve un ritorno verso area 1,16, al massimo 1,18, che potrebbe però rappresentare l’occasione per ripristinare posizioni lunghe di dollari in vista del ritorno tra 1,13/1,15 per l’eventuale annuncio di una TLTRO della Bce il 13 dicembre, sia per la conferma del sentiero di graduale rialzo dei tassi da parte della Fed il 19 dicembre

TASSI USA: possibile un graduale ridimensionamento del tasso decennale verso area 3%, in vista di primi segnali di rallentamento dell’economia Usa in un contesto di ripresa della domanda estera, i cui primi segnali sono arrivati dall’asta di ieri

BORSE: possibile recupero dei listini Usa soprattutto dalla prossima settimana, in vista della ripresa dei buyback aziendali (sospesi durante il periodo delle trimestrali ed in vista di un possibile ammorbidimento della Fed che potrebbe fare meno riferimento all’ipotesi di tassi anche sopra al 3% a tendere . Al recupero potrebbe partecipare anche l’azionario euro, una volta che il tema Italia passerà sempre più in secondo piano ed in vista di segnali di rallentamento dell’economia dell’area anche nel quarto trimestre, tali da far ipotizzare ulteriori manovre di supporto della BCE

PETROLIO: la tanto temuta partenza delle sanzioni all’Iran del 5 novembre, si sta traducendo in un marcato calo del greggio, a causa da un lato delle esenzioni concesse dagli Usa ad 8 paesi tra cui Cina ed India, sia all’incremento delle scorte USA che, a parità di periodo, stano risalendo in modo marcato. Tutto questo sta comportando il ritorno in contango delle curve a termine sia del Brent sia del WTI. Oggi sono attese le scorte Usa (1630 Italian time).

Lo scenario è dunque di un possibile ulteriore calo fino all’area 65-70$/barile in termini Brent prima di immaginare la ripresa del trend rialzista primario alimentato soprattutto dalla domanda cinese soprattutto in ottica primo semestre del 2019.