Insurance: “mentalità da millennial” per i clienti di tutte le età

14 Maggio 2020, di Alessandra Caparello

Aumentano gli utenti appartenenti alla Gen X o a quelle precedenti che effettuano quotidianamente transazioni attraverso i canali online e i dispositivi mobili, come ad esempio fare acquisti o pagare bollette. La percentuale è raddoppiata, passando dal 30% nel 2018 al 64% nel 2020 come rende noto un report di Capgemini relativo al “World Insurance Report 2020”, pubblicato in collaborazione con Efma.

Dallo studio emerge che i clienti di tutte le età stanno adottando una “mentalità da millennial” e fanno sempre più affidamento su ricerche personali attraverso vari canali per reperire informazioni e acquistare prodotti assicurativi. Un trend che è aumentato grazie anche al lockdown messo in atto per rispondere alla pandemia di COVID-19.

Assicurazioni: si fanno largo le Big Tech

Sta accelerando rapidamente l’interesse per i servizi assicurativi proposti dalle BigTech: mentre nel World Insurance Report 2016 solo il 17% degli intervistati ha dichiarato che avrebbe preso in considerazione l’acquisto di un prodotto assicurativo da un BigTech, il numero è più che raddoppiato nel 2020 (al 36%). I potenziali clienti ricercano la convenienza e le aziende non tradizionali, come le BigTech o i product manufacturer, offrono un’esperienza ineguagliabile, spingendo un numero sempre maggiore di consumatori ad affidarsi a loro

Oltre il 50% degli intervistati dello studio di Capgemini poi desidera un’assicurazione basata sull’utilizzo effettivo, anche grazie all’iper-personalizzazione, e con un buon rapporto qualità-prezzo.
Gli assicuratori tradizionali non hanno a disposizione gli strumenti e le tecnologie adatte per prevedere le necessità dei clienti e suggerire i prodotti appropriati: solo il 35% delle compagnie assicurative difatti fornisce agli agenti strumenti digitali che aiutano a determinare gli eventi che possono manifestarsi nella vita del cliente, come il matrimonio, un figlio o l’acquisto della casa e, in realtà, solo un quarto di essi afferma che il tracciamento dei dati esterni sia un elemento utile

Mentre i consumatori si rivolgono a siti web che mettono a confronto le varie compagnie assicurative e a quelli delle compagnie stesse per raccogliere informazioni sui prodotti assicurativi, meno del 30% degli assicuratori ritiene che i propri siti siano utili per condividere informazioni sulle polizze e solo il 37% afferma che mettere a paragone i vari player serva ad educare i clienti.
A ciò si aggiunge anche il fatto che la pandemia di COVID-19 sta favorendo l’utilizzo dei canali digitali da parte di tutti gli utenti. In questo nuovo panorama, solo gli “Inventive Insurer” riusciranno a sopravvivere.