Ingranano la retromarcia le borse europee

19 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Esordio infelice per le principali piazze del vecchio continente dopo la decisione a sorpresa della Fed di ieri di alzare il tasso di sconto di un quarto di punto allo 0,75%. Tale scelta, assicura la Fed, non segnala variazioni nelle future mosse di politica monetaria della banca centrale e non ha niente a che vedere con la ripresa economica del Paese. Secondo il governatore Bernanke tale mossa è stata fatta affinchè le banche si rivolgano sul mercato per rifinanziarsi invece che indirizzarsi alla Fed. Il presidente della Fed di St. Luis, Bullard, invece, ha tenuto a precisare che un possibile rialzo dei Fed Funds non arriverà fino al 2011. Secondo alcuni operatori tale operazione segnalerebbe la fine degli aiuti da parte del governo per la ripresa dell’attività economica negli Stati Uniti. Immediata la reazione del valutario, con la moneta di eurolandia scivolata sotto gli 1,36 usd, ovvero sui minimi degli ultimi nove mesi. Si attende la diffusione dei PMI dell’Europa e delle partite correnti. Da segnalare poi le vendite al dettaglio della Gran Bretagna ed in Italia il fatturato e ordinativi dell’industria. Negli Stati Uniti è la volta dei prezzi al consumo di gennaio. Alti e bassi si ripetono in questi giorni per le quotazioni dell’oro. Il metallo giallo nella serata di ieri è arrivato a toccare i 1.124 dollari l’oncia, per poi accusare una decisa flessione a seguito dell’annuncio a sorpresa della Fed dell’innalzamento del tasso di sconto allo 0,75%. Stamane sul Globex l’oro quota a 1.101,9 dollari l’oncia. In netto ribasso anche il prezzo del petrolio, con il Wti a 77,96 dollari al barile (-1,40%). Ieri l’oro nero aveva toccato i 79 dollari al barile dopo la diffusione delle scorte di petrolio settimanali statunitensi risultate in crescita di 3,1 mln a 334,5 mbg. Sulle prime rilevazioni Bruxelles mostra uno svantaggio dello 0,74% a 2499,77 punti, Parigi un ribasso dello 0,96% a 3711,68 punti ed Amsterdam un decremento dello 0,82% a 321,64 punti. Segno meno anche per Francoforte -0,87% a 5630,96 punti, Londra -0,63% a 5291,68 punti e Madrid -1,08% a quota 10459,7. A livello settoriale si osservano solo frecce rosse, eccezion fatta per gli alimentari che riescono a restare a galla. In netto ribasso, invece, le materie prime e le costruzioni. Tra le società europee oggi alle prese con i conti segnaliamo Nestlé, Anglo American, Carrefour e Lafarge.