Influenza suina: una delle maggiori bufale della storia. La pandemia creata da Big Pharma?

10 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

La pandemia di influenza A, la prima pandemia di influenza del ventunesimo secolo, si è conclusa.

Lo ha annunciato l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, dopo la riunione di questa mattina del comitato di urgenza incaricato di riferire al direttore generale, Margaret Chan.

In marzo Wall Street Italia aveva offerto un’analisi del bluff e delle pesanti perdite subite dalle amministrazioni di tutto il mondo. Miliardi di dollari stanziati per niente. Tante le dosi inutilizzate delle 229 milioni ordinate in Usa.

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Gli esperti sostenuti da BigPharma? I dubbi sulla reale portata dell’influenza suina

13 ago 2010

di OSVALO MIGOTTO (Corriere del Ticino)

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Martedì scorso, decretando la fine della fase più acuta della pandemia di influenza H1N1 (più nota nel gergo popolare come «suina»), Margaret Chan, direttrice generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha parlato di una pandemia «fortunata». In effetti il virus influenzale H1N1, come sottolineato a più riprese dagli esperti dell’OMS durante la fase più preoccupante dell’epidemia, avrebbe potuto avere un’evoluzione imprevedibile.

Con un po’ di «fortuna» dunque, il vaccino prodotto dall’industria farmaceutica si è mostrato all’altezza della situazione. Tanto che la suina si è diffusa in proporzioni molto inferiori a quelle pronosticate dagli esperti. Milioni i vaccini rimasti inutilizzati in vari Paesi del mondo. E numerosi i dubbi, ad emergenza conclusa, sull’attendibilità dei gridi d’allarme lanciati per mesi dall’OMS.

Tant’è che sul suo sito web l’Organizzazione mondiale della sanità si è sentita nell’obbligo di rendere pubbliche le «connessioni» che esistono tra 5 dei 15 membri del Comitato di emergenza per l’influenza H1N1 e l’industria farmaceutica. La virologa Nancy Cox, ad esempio, direttrice del Centro di controllo e prevenzione delle malattie di Atlanta (USA), riceve appoggi finanziari dalla Federazione internazionale dei produttori farmaceutici (IFPMA).

Nonostante ciò l’OMS assicura che queste relazioni tra alcuni dei suoi esperti e le BigPharma non hanno costituito un conflitto d’interessi in occasione della gestione della pandemia. Senza prove alla mano non è corretto lanciare accuse a chicchessia, ma notizie di questo genere non faranno che aumentare i dubbi sulla reale portata dell’influenza H1N1 e sulla buona gestione della medesima da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.

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