INFLUENZA SUINA: COME SPECULARE GUADAGNANDOCI

14 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Il virus A/H1N1, rivelatosi fino a questo momento meno aggressivo di quanto temuto, ha fatto riaccendere di colpo i riflettori sulle aziende farmaceutiche interessate dalla produzione dei vaccini e dei farmaci come il Tamiflu (prodotto dalla svizzera Roche) e il Relenza (GlaxoSmithKline). Si stima che il giro d’affari supererà il prossimo anno i 10 miliardi di dollari e che le vendite del Relenza saliranno a 1,65 miliardi di dollari nel 2010 dai 104 milioni di dollari del 2008.

L’indice globale del settore farmaceutico, il MSCI Healthcare, ha praticamente raddoppiato quanto fatto dal 10 marzo scorso dal MSCI World e, stando a quanto stimato, il trend potrebbe non essere ancora maturo. Risulta quindi chiaro come il virus dell’influenza sia un enorme business al quale, volendo, ci si potrebbe agganciare grazie ad uno dei certificati di investimento o Etf legati all’indice delle principali aziende euroepee del settore.

Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!.

Tralasciando gli Etf e i certificati a semplice replica lineare dell’indice, tra i certificati in grado di offrire un valore aggiunto si segnalano due Airbag certificates, già quotati al Sedex, e due Equity Protection Cap, tutti con sottostante il DJ Stoxx 600 Health Care. L’Airbag più interessante è identificabile con codice ISIN NL0000841971, e ha la scadenza fissata per il primo giugno 2011. Con uno strike pari a 444,89 punti, il prodotto permette il rimborso dei 100 euro nominali a scadenza qualora il sottostante alla data di valutazione finale si trovi tra il livello strike e il 75% di esso, pari a 333,75 punti. L’attuale quotazione dell’indice a 339,80 punti e del certificato in lettera al Sedex a 89,7 euro permetterebbero, qualora si verificassero tali condizioni, di incassare una plusvalenza minima pari al 11,48% in poco più di un anno e mezzo.

Eventuali movimenti del sottostante sopra il livello strike, oggi distante un abbondante 30%, sarebbero inoltre seguiti dal certificato con una partecipazione pari all’85%. In caso di forti ribassi da oggi a scadenza, invece, la struttura opzionale del certificato consente di poter limitare le perdite, grazie al “rapporto airbag” pari a 1,33. Ciò vuol dire che in caso di perdita del sottostante pari al 50%, anziché un rimborso pari a 50 euro si riceverà un importo pari a 50 euro moltiplicati per 1,33.

Buone possibilità di rendimento le offre anche l’Equity Protection Cap di BNP Paribas, codice ISIN NL0006090748. Con una scadenza fissata per il 27 luglio 2012, il certificato emesso con uno strike pari a 344,04 punti è in grado di proteggere il 90% del capitale nominale a fronte di un tetto ai rendimenti massimi del 140%. Il certificato, attualmente scambiato in lettera al Sedex a 96,2 euro, considerata anche l’attuale quotazione del sottostante al di sopra del livello protetto, potrebbe generare a scadenza un rendimento del 2,55% anche se il sottostante rimanesse sui livelli attuali. Tale rendimento, che si avrebbe in uno scenario di totale stabilità dei corsi azionari, è spiegabile dall’incidenza che il Cap ha nella struttura opzionale implicita. Dai valori attuali quindi, rischiando una perdita massima del 6,45%, si è in grado di seguire linearmente le performance del sottostante fino ad un rimborso massimo di 140 euro, con la consapevolezza di acquistare implicitamente a sconto il certificato.

Infine, tra le ultime novità, si segnala un Equity Protection Cap firmato da Banca IMI, l’emittente del gruppo Intesa Sanpaolo. Il certificato, in sottoscrizione fino alla fine del mese, ( ISIN IT0004537285 ) prevede una scadenza fissata per il 30 ottobre 2014 e verrà emesso il prossimo 30 ottobre al prezzo unitario di 100 euro. Per la rilevazione dello strike, determinante per calcolare nel durante e alla scadenza il valore del certificato, l’emittente procederà ad una media aritmetica dei valori di chiusura dell’indice nei venti giorni compresi tra la data di emissione e il 26 novembre 2009.

A partire dal livello che ne scaturirà, il prodotto prevede che si partecipi linearmente ai movimenti del sottostante garantendo comunque un rimborso minimo a scadenza pari a 95 euro nel caso di performance negative e , nel caso opposto, un tetto massimo ai guadagni nella misura di 150 euro.
Riassumendo quindi, con questo certificato si ha l’opportunità di investire sul settore farmaceutico europeo con la certezza, al termine dei cinque anni di durata, di non subire perdite in conto capitale superiori al 5% e , per contro, di non poter guadagnare più del 50%, pari in ogni caso a un 10% annuo semplice. Per tutte e tre le proposte occorre tener conto che si dovrà rinunciare ai dividendi promessi dalle aziende incluse nell’indice. A ciascuno la propria valutazione: il 3,8% annuo vale un’opzione di protezione totale del capitale?

Copyright © www.certificatiederivati.it per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.