Inflazione: la Cina ha paura, altra stretta monetaria

8 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Per la terza volta da ottobre le autorita’ cinesi di politica monetaria si sono viste costrette ad imporre una stretta monetaria. Questo per prevenire ulteriori rialzi dei prezzi: un report ha evidenziato che l’inflazione dovrebbe salire con l’intensita’ maggiore degli ultimi 30 mesi.

Il tasso a un anno salira’ al 6,06% dal 5,81%, a partire da domani, secondo quanto reso noto dalla banca centrale cinese sul suo sito Internet. Il tasso di deposito a un anno crescera’ al 3% dal 2,75%.

La reazione sui mercati in via di sviluppo e delle materie prime non si e’ fatta attendere. Petrolio e rame hanno perso terreno, con gli investitori temono che la decisione finira’ per limitare la domanda proveniente da Pechino. L’azionario dei paesei emergenti ha esteso le perdite sui timori che la campagna politica del premier Wen Jiabao per contenere i prezzi al consumo finira’ per rallentare l’economia con il maggiore tasso di crescita al mondo.

La Cina e’ in buona compagnia: non e’ infatti la sola nazione asiatica ad avere alzato i tassi quest’anno. Anchee India, Indonesia, Tailandia, Corea del Sud stanno cercando di raffreddare una crescita economica fin troppo alta, che ha sicuramente favorito la ripresa mondiale.